Archivio

Magazine. “MAI” un viaggio dentro se stessi: intervista esclusiva a Giulio Poidomani

Giulio-Poidomani-GazzettaRagusana

Cortometraggio “MAI” girato tra Modica e Siracusa.

Giulio Poidomani è un regista e sceneggiatore modicano. A Roma studia “Arti e Scienze dello Spettacolo” presso l’Università “La Sapienza”, frequenta i corsi di regia e sceneggiatura dell’Accademia Griffith e realizza il suo primo cortometraggio “Oltre ogni Vita” nel 2008. Nello stesso anno inizia la sua collaborazione presso la Jean Vigo Italia col regista Roberto Faenza e la produttrice Elda Ferri, lavorando in produzione su film come “Il caso dell’Infedele Klara” e “Un Giorno Questo Dolore Ti Sarà Utile”.

Scrive anche il suo primo romanzo “La Signora Astolfi”. Nel 2009 collabora al web magazine Cinemonitor.it e realizza il suo secondo cortometraggio “Fuori Fuoco”. Nel 2011 ottiene il massimo dei voti con lode al “Master di Sceneggiatura per Cinema e Televisione” presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione de “La Sapienza” di Roma. Per il master scrive la sceneggiatura “Accidia”, che diventerà poi il suo primo lavoro Americano “Sloth”. Infatti nel 2011 si trasferisce in America, prima a New York e poi a Los Angeles, dove segue i corsi di regia della UCLA. A Los Angeles dirige due cortometraggi – “Disruption” e “Pots&Lids (Pentole e coperchi)” – e lavora alla produzione di altri progetti. I suoi corti approdano a svariati festival, tra cui l’Hollyshorts Film Festival di Los Angeles, il Rome International Film Festival e il New York City Independent Film Festival. Nel 2014 si sposta a New York dove scrive e dirige la web series “What You Want?”. Insieme alla compagna fonda la Purple Road Pictures e, dopo aver vinto il premio Mattador per la sceneggiatura di un lungometraggio dal titolo “Crisci Ranni”, decide di spostarsi in Italia dove ha attualmente in pre-produzione il cortometraggio “MAI”.

Abbiamo incontrato Giulio subito dopo aver finito di girare l’ultima scena di “MAI” e prima che inizi il suo lavoro certosino di post produzione:

 “Vivere la vita, non solo l’amore, nella sua interezza senza stereotipi dati da una società che spesso dimentica le cose essenziali e più importanti della vita.”

Iniziamo dal tuo ultimo lavoro, il cortometraggio “MAI” girato tra Modica e Siracusa, di cosa si tratta?

“Mai” è una storia d’amore ispirata in un certo senso a “L’ Avventura” di Antonioni. La storia mette in evidenza l’amore fra due

Claudia e Sandro a Modica

Claudia e Sandro a Modica

donne, Claudia ed Anna, un amore che diventa mezzo per scoprire la parte interiore dei personaggi. Claudia, infatti, va a Modica per riconquistare l’amore di Anna, ma si trova a vagare da sola per Modica, una città che non conosce. Qui incontra Sandro ed attraverso una serie di vicende, inizia un viaggio interiore che la aiuterà a conoscere sè stessa. Il messaggio è vivere la vita, non solo l’amore, nella sua interezza senza stereotipi dati da una società che spesso dimentica le cose essenziali e più importanti della vita.

Cosa ti ha spinto a scrivere la sceneggiatura di questo corto?

La storia, in realtà, l’ho scritta due anni fa dopo aver visto il film di Antonioni. Ti svelo una curiosità: l’incipit mi fu dato da un curioso, quanto discutibile avvenimento accaduto a due mie amiche in una pizzeria di Roma. Praticamente, furono allontanate dalla pizzeria perché, come tutti gli innamorati, stavano dimostrando il loro sentimento attraverso delle semplici e quotidiane effusioni. Ciò mi fece pensare a quanto, invece, fosse importante togliersi la maschera e vivere la vita pienamente per scoprire e vivere pienamente se stessi. Credo che ci siano fin troppe persone che si nascondano pur di accontentare gli altri ed essere ciò che la società chiede loro di essere.

Durante la tua carriera, hai ricevuto diversi riconoscimenti. Alcuni esempi sono il Premio Mattador a Venezia ed il Premio Moak, la tua grande passione sta iniziando a colpire il mondo del cinema italiano, cosa provi per questo?

Ovviamente ricevere dei riconoscimenti mi ha inorgoglito e mi ha regalato il giusto sprone per continuare a lavorare in un mondo, come quello del cinema, non facile. Poi, il fatto di averne ricevuto uno nella mia città natale, mi ha reso ancora più felice ed orgoglioso di quello che faccio. Inizialmente, l’aver ricevuto questi premi mi ha dato, anche, tanta speranza per lavorare in Italia. Tuttavia, la vera realtà italiana è che dopo aver vinto nessuno ti considera molto, a differenza di quanto accade negli States; qui ancora le conoscenze premiano più della meritocrazia e questo crea un freno gigante all’evoluzione di un settore importante come è quello del cinema.

Hai sfiorato la realtà cinematografica americana, quali sono le differenze fra l’Italia e gli U.S.A.?

Le differenze tra cinema italiano e americano, ci sono. Primo fra tutto è il budget, sicuramente ci sono investitori maggiori ed anche i “piccoli” possono trovare il loro giusto spazio. Secondariamente, il mercato è veramente grande e riesce ad accogliere sia i grandi film hollywoodiani sia il cinema indipendente ed autoprodotto.  In Italia, invece, il mercato è più piccolo ed esiste un virus che non permette la giusta crescita della cinematografia, la pirateria. Negli States gli americani non hanno bisogno di scaricare, perché a soli 5 dollari al mese possono vedere anche i film recenti nelle loro TV; in Italia, invece, i costi finali sono maggiori, anche perché esiste un monopolio del cinema da parte di pochi produttori.

Hai trovato difficoltà nel girare le scene? C’è qualcosa che manca ancora a Modica per essere considerata una vera e propria location cinematografica?

Ho trovato grande apertura da parte di tutti, interesse in quello che facevamo. La bellezza di Modica la rende una fantastica scenografia naturale, nonostante le problematiche logistiche soprattutto nei vicoli del centro storico più piccoli. E secondo me Modica e in generale la zona degli iblei e del barocco potrebbe e dovrebbe investire sul cinema mutuando le esperienze di altre regioni, guardando ad esso come un importante indotto non solo per sponsorizzarsi ma anche per dare nuova vita a luoghi splendidi.

Ritornando al tuo corto “Mai”, chi sono i protagonisti?

Una scena presso la Chiesa di San Domenico a Modica

Una scena presso la Chiesa di San Domenico a Modica

La protagonista è Claudia, interpretata magistralmente da Flavia Ripa, un’ attrice pugliese di teatro, che attualmente sta mettendo in scena uno spettacolo bellissimo “Santi balordi e poveri cristi”. Claudia è una ragazza che non ha il coraggio di “ammettersi”, cerca di mostrarsi agli altri come lei pensa che gli altri vogliano che lei sia. Attraverso la fine della storia d’amore con Anna ed il corteggiamento di Sandro, Claudia inizia un viaggio interiore attraverso le proprie fragilità che la porterà a far cadere la maschera.

Alessandro Gangi è Sandro. Lui è il tipico modicano, un ragazzo che si può incontrare tutti i giorni in città. Viene da una famiglia povera, ma si è fatto da solo, acquisendo quella sicurezza di sè che lo fa apparire come uno sciupa femmine. Eppure Claudia lo sfida tirandogli fuori una verità che forse anche lui non sapeva di avere. Anna, interpretata da Ilaria Ambrogi, è la tipica modicana di buona famiglia, va a studiare a Roma dove incontra Claudia, ritorna a Modica e questo ritorno la porta a chiudere la relazione con Claudia.

Anna è, invece, una ragazza dal carattere forte e determinato, non ha grossi ripensamenti quando prende una decisione e questo rappresenta un muro contro la mutevolezza di Claudia. In pratica, mentre Sandro ed Anna rappresentano la verità nella sua interezza ed a volte durezza, Claudia è continuamente in bilico fra bugia e verità.

Parliamo un po’ di futuro, hai già altri progetti in cantiere?

Dopo aver girato “MAI”, adesso devo pensare alla post produzione, ma credo che il corto potrebbe essere pronto per Marzo. Tuttavia sto già pensando ad altri progetti: un lungometraggio ed una web series ambientata a Modica. La web series è un format che si sta sviluppando sempre più,  assecondando la richiesta degli utenti giovani che cercano nuovi contenuti nel web. Ho già iniziato un progetto simile con Vincenzo Cataldo, si tratta di una coproduzione italo-americana dal titolo “What you want” ambientata a New York e della quale ho diretto tre episodi.

Quindi anche tu stai guardando al mondo delle serie tv. Ultimamente si sta diffondendo questo format, con registi importanti che dirigono splendide serie ed una qualità delle stesse che sta attraendo sempre più pubblico. Come spieghi questo fenomeno?

Si, in effetti è vero e si spiega attraverso due motivi fondamentali. Innanzitutto, per gli artisti Le serie tv ti assicurano più lavoro nel tempo, dato che le serie si sviluppano in diverse stagioni. Secondariamente, ma non per importanza, in TV ci sono più possibilità di investimenti, elemento che amplifica notevolmente l’interesse di tutti. Inoltre, da un punto di vista artistico, le serie permettono di approfondire le tematiche e i personaggi più dettagliatamente. In America, infine, le serie tv stanno ottenendo un successo anche internazionale perché tendono a più qualità. Questo è legato al fatto che gli americani, non si accontentano ma pretendono di più, esprimendo fortemente il desiderio di innovazione ed evoluzione verso la qualità del pubblico.

Ti ringraziamo per questa splendida chiacchierata, siamo certi che continuerai a far parlare di te. Desideri ringraziare tu qualcuno?

Si. Desidero ringraziare fortemente Isabella Roberto, la produttrice del cortometraggio “Mai”, l’ Arcigay di Siracusa nella persona del Presidente Armando Caravini, ci ha sostenuto sia logisticamente sia attraverso un contributo economico, ma soprattutto sono stati fantastici nell’accoglienza a Siracusa. Senza l’aiuto dei due comuni, Modica e Siracusa, questo corto non si sarebbe potuto girare.


getfluence.com
In alto