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Noto, il dirigente del commissariato di pubblica sicurezza incontra gli studenti dell’Istituto “Aurispa”

NOTO – Nella giornata di ieri, il Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Noto, Vice Questore Aggiunto Dr. Paolo Arena, nell’ambito del progetto “Legalmente giovani 2017”, avviato nel territorio di Noto, ha incontrato gli studenti delle classi V elementari, 1a e 2a media dell’Istituto Aurispa. La tematica affrontata ha avuto quale titolo: “Bullismo, mafia: con la cultura si vince”. La scuola, per eccellenza, costituisce la formazione sociale in cui i giovani sviluppano la loro personalità con  il sostegno dei docenti. La condotta violenta, paradossalmente, si manifesta purtroppo anche tra i banchi di scuola  dove ad esser preso di mira è il timido di turno o magari lo studente definito secchione, o il più sensibile, vittima di atti di prepotenza ed arroganza che sconfinano in veri e propri reati come le percosse, lesioni personali, minacce, danneggiamenti, furti. Ciò non fa altro che ingenerare un senso di paura, smarrimento esistenziale, alla persona che ne è vittima. L’ultimo caso accaduto a Napoli dove un giovane è stato picchiato da un branco di coetanei. Il padre, ha postato su facebook la foto del figlio con l’occhio tumefatto per esprimere un secco no al bullismo e suscitare l’indignazione della gente. I genitori, non sono esenti da responsabilità: in questi casi sussiste una culpa in educando che comporta il risarcimento dei danni generati dai fatti illeciti commessi dai loro figli, una culpa in vigilando da parte del personale docenti oltre alla diretta responsabilità del minore ultraquattordicenne.

L’Educazione alla legalità , allora, diviene la premessa culturale  indispensabile dell’esistenza dei giovani, sviluppa la conoscenza della natura e della funzione delle regole nella vita sociale, i cardini della democrazia e l’esercizio dei diritti della cittadinanza, è il rispetto consapevole e partecipato delle regole sociali, è trasparenza , impegno a fare meglio e di più.

Senza educazione alla legalità si spiana la strada alla mafia in senso lato, all’arroganza criminale, alla prepotenza, alla voglia di imporre il dominio sulle persone e sulle cose. Infatti, uno dei caratteri più pericolosi del fenomeno mafioso è la sua capacità di radicarsi profondamente nel contesto sociale, creando aree di copertura e contiguità. Il potere mafioso mira al controllo del territorio. La mafia oggi è ancora forte, capace di colpire, come ha fatto coi Giudici Falcone e Borsellino,gli uomini e le donne della scorta e tanti altri poliziotti e poliziotte. Dalla loro morte tuttavia è nato un movimento culturale che ha scosso le coscienze, che ha iniziato a cambiare la mentalità malata del paese. Un movimento di rinnovamento, che ha aiutato la società a reagire , a non piegarsi alle logiche mafiose. Le organizzazioni mafiose spesso reclutano tra le loro fila giovani poco più che adolescenti, avvalendosi di essi per attività illecite come lo spaccio di droga, le estorsioni. Molti ragazzi, sono affascinati dal carisma criminale dei leader mafiosi che ritengono forti e diventano un modello da imitare. Il carcere è una situazione che mettono in conto di dover affrontare perché,  quasi per assurdo, è considerato un attestato di merito, di professionalità.  “E’ tempo cari giovani di alzare la testa e ribellarsi positivamente, praticando con la vita la legalità sì da costruire una società viva e non una società che muore ogni giorno dietro l’omertà di tutti”. È stata ricordata la giornata nazionale delle vittime di mafia, l’associazione Libera vero faro di speranza in un tempo di gravi crimini. “Siate sempre liberi, abbiate sentimenti di rispetto verso voi stessi e gli altri per un città migliore, per un mondo rinnovato.”


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