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Noto, manifestazione cittadina per il “Trigona”. Aggressione al direttore sanitario Di Lorenzo

NOTO – Il clima è teso a Noto, con una mobilitazione in corso da settimane dei cittadini contro il temuto ridimensionamento del “Trigona”, riunitisi anche in un comitato apartitico, che adesso chiedono il ritorno dei reparti di Ostetricia-Ginecologia (Punto nascita) e di Pediatria. Il trasferimento di questi ultimi a Siracusa, avvenuto il 2 marzo scorso, era stato motivato dall’Asp come “temporaneo” e per carenza di personale.

Stamani si è svolta una partecipata manifestazione cittadina, con partenza da piazza Municipio e arrivo dinanzi al nosocomio, che ha trovato l’adesione del sindaco Corrado Bonfanti. A margine del corteo, il primo cittadino, protagonista ieri di un botta e risposta a mezzo comunicati con i vertici dell’Asp di Siracusa, ha dichiarato: “È fortunata la città di Noto quando, abbandonando ogni bandiera politica, riesce a manifestare con grande garbo e rispetto delle regole. Questa non è una campagna politica di una parte, ma della città intera che si sente offesa e raggirata”.

Una manifestazione a seguito della quale è intervenuto anche l’ex assessore regionale all’Istruzione, Bruno Marziano, dichiarando che “occorre dare risposta a questa forte manifestazione dei cittadini-utenti aprendo un tavolo di confronto fra le autorità sanitarie regionali (Assessorato competente) e le autorità sanitarie locali” e aggiungendo di essere “certo che un ruolo importante per aprire un tavolo decisivo può essere svolto dalla commissione Sanità della Assemblea regionale della cui presidente on.le Margherita Rocca Rugolo conosco la sensibilità umana e politica”.

Ma da alcuni momenti di tensione sarebbe scaturita da parte di qualche facinoroso un’aggressione al direttore sanitario dell’ospedale di Avola-Noto, Rosario Di Lorenzo, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Unanime la condanna da parte dei medici, sia dal direttore sanitario dell’Asp, Anselmo Madeddu, anche nella qualità di presidente dell’Ordine dei medici, che dai direttori dei dipartimenti dell’Azienda.

“Nella veste di direttore sanitario dell’Asp di Siracusa e presidente dell’Ordine dei Medici, a nome dell’intera classe medica – afferma Madeddu – esprimo tutta l’indignazione della categoria per la vile aggressione di cui è stato fatto oggetto il direttore sanitario dell’Ospedale di Avola-Noto Rosario Di Lorenzo, durante la manifestazione di stamattina presso il presidio netino che ha reso necessario anche l’intervento delle forze dell’Ordine e annuncio sin da adesso che l’Ordine dei Medici insieme all’Asp di Siracusa non esiterà ad adire le vie legali qualora emergessero profili di responsabilità penale. A lui, così come a tutti gli operatori sanitari vittime di violenza e ai pazienti ricoverati vanno la solidarietà dell’intero mondo medico e del direttore generale dell’Asp di Siracusa Salvatore Lucio Ficarra che, fuori sede, ho prontamente informato stamattina dell’accaduto, del direttore amministrativo Giuseppe Di Bella e dei direttori dei Dipartimenti aziendali”.

“Non si giochi con la salute dei cittadini! Noto è una città dalla millenaria civiltà, una città che amo, splendida nelle cose, civilissima nella gente. E i suoi cittadini meritano il massimo rispetto. Chi rappresenta le istituzioni a Noto ha il dovere di informarli correttamente e serenamente”, chiosa Madeddu, spiegando in un’articolato comunicato le ragioni del trasferimento a Siracusa dei reparti.

Si sono uniti, al coro di condanna dell’aggressione subita da Di Lorenzo, Michele Stornello, direttore del Dipartimento per l’Emergenza e segretario regionale del sindacato Anpo, sottolineando di sostenere “con convinzione la riformulazione del PO di Noto intrapresa dall’Asp di Siracusa e ciò per due ragioni: giuridica e clinico assistenziale. Giuridica perché così facendo si rispetta la legge. Clinico assistenziale perché da tempo erano chiari i profili di rischio clinico a cui la cittadinanza era sottoposta in quel presidio ed a cui i medici e gli infermieri erano costretti ad operare”.

Ferma condanna dell’aggressione da parte di Maria Lia Contrino, direttore del Dipartimento di Prevenzione Medica, Antonino Bucolo, direttore del Dipartimento Materno Infantile, Giovanni Trombatore, direttore Dipartimento Area Chirurgica, Roberto Cafiso, direttore Dipartimento Salute mentale, Eugenio Bonanno, direttore del Dipartimento Amministrativo, Giuseppe Daidone, direttore del Dipartimento Area Medica, Giuseppe Capodieci, direttore Dipartimento Area Radiologica e segretario regionale Fassid, aggiungendo che “non è più tempo di campanili” e che “da anni la Radiologia denuncia le gravi criticità della struttura Avola-Noto con gravi problemi per la sicurezza del paziente a Noto e per la sicurezza degli stessi operatori costretti a garantire l’assistenza in emergenza-urgenza in due PS con l’organico di appena uno: come Direttore, come medico e come uomo sento il dovere di raccomandare al Direttore Generale l’immediata chiusura del Pronto Soccorso di Noto, applicando la nuova Rete ospedaliera”, Franco Ingala, direttore Dipartimento delle Attività Accreditate ospedaliere residenziali e semiresidenziali.


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