Cronaca

Noto, sequestrati reperti archeologici trovati in casa di un dirigente della Regione

NOTO – Sono stati sequestrati a Noto dalla Guardia di finanza numerosi reperti archeologici, consistenti in 19 pezzi costituiti da coppe, lucerne, unguentari, crateri, askos (antica forma vascolare greca in ceramica usata per versare piccole quantità di liquidi oleosi, utilizzata come unguentario o per riempire le lampade ad olio), 9 pezzi di monili in metallo e 33 monete. I reperti sono stati rinvenuti presso l’abitazione netina di M.T., 56 anni, dirigente della Regione Siciliana.

I militari della Tenenza di Noto intervenuti sul posto, con l’ausilio del personale specializzato della Soprintendenza di Siracusa, hanno svolto le indagini del caso, coordinate dal procuratore capo Francesco Paolo Giordano e dirette dal sostituto procuratore Salvatore Grillo, che hanno portato alla denuncia dell’illegittimo possessore dei reperti archeologici, che non avrebbe dichiarato, alla Soprintendenza ai Beni culturali, il rinvenimento e la detenzione degli stessi, facendo così scattare il sequestro dei reperti e le pene stabilite dal decreto legislativo n. 42/22004.

Tutti i reperti archeologici sequestrati sono stati messi a disposizione di personale specializzato in servizio presso la Soprintendenza ai Beni culturali di Siracusa, che ne ha certificato l’autenticità, l’interesse archeologico e la necessità della tutela, così come previsto dal citato decreto. In particolare, gli esperti hanno attestato che i reperti sono risalenti ad un arco temporale che va dal sesto secolo a.C. all’epoca tardo-antica o alto-medievale.


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