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Politica

Precari enti locali, dichiarazione del vice presidente dell’ANCI Paolo Amenta

anci-sicilia

Canicattini – Coinvolge tutti gli Enti Locali in Sicilia, dai Comuni alle ex Provincie, oggi Liberi Consorzi, sino ai precari, la manifestazione unitaria indetta per il 30 Giugno a Palermo da AnciSicilia con le organizzazioni sindacali di categoria (hanno aderito Cgil, Cisl, Uil, Csa, Mgl, Cub, Alba, Peps, Ugl, USB, e Asael, l’Associazione Siciliana Amministratori Enti Locali), per richiedere misure urgenti e dare risposte alla scottante questione finanziaria degli Enti, ormai ad un passo dal default e dall’implosione, ed una definitiva soluzione all’incresciosa ed umiliante vicenda di 14 mila precari degli Enti Locali e 6000 dipendenti delle ex Province, a tutt’oggi senza un futuro.
«Non è più sostenibile – afferma il Vice Presidente di AnciSicilia, Paolo Amenta – che i problemi finanziari denunciati in questi ultimi anni dai Comuni ed oggi anche dalle ex Province lasciate prive di risorse, ed incancrenitasi con i continui tagli ai trasferimenti, siano legati ad un accordo “ballerino” Stato – Regione, quasi sempre rinviato di giorno in giorno, per il trasferimento alla regione Sicilia dei famosi 500 milioni necessari a riequilibrare il Bilancio. Voglio ricordarlo – continua Amenta – che una parte importante di quei fondi sono destinati proprio ai Comuni nella misura di 240 milioni di quota corrente, e di 100 milioni per i precari. Così come non è più sostenibile che la definitiva stabilizzazione dei lavoratori precari, ormai  diventati l’ossatura essenziale del funzionamento della macchina amministrativa, non abbia ancora portato ad un provvedimento urgente sul loro futuro, collegato ai servizi da dare ai cittadini, la Regione deve. garantire  la “storicizzazione” della spesa  consolidata dei precari delle pubbliche amministrazioni. Così come è impensabile, a ridosso del voto per l’elezione degli organismi di gestione, una gestione dei Liberi Consorzi, le ex Province, con una situazione generale finanziaria al dissesto. È opportuno, allora, che tutti gli Enti Locali, in tutti i comparti, si sentano coinvolti e partecipino alla manifestazione unitaria che come AnciSicilia abbiamo indetto insieme alle forze sindacali.  E questo perché – sottolinea ancora Amenta – si deve sapere che ci sono Comuni dove i dipendenti non hanno più la garanzia di ricevere gli stipendi, a Pachino ad esempio sono in arretrato di quattro mensilità, che non abbiamo ancora ricevuto il saldo 2015 dei fondi per garantire gli stipendi ai precari, né tantomeno, pur essendo già alla fine di Giugno, le anticipazioni correnti per il 2016, non abbiamo più possibilità di accedere ad anticipazioni, essendo chiuso ogni rapporto con il sistema bancario, e mancano, al di fuori del decreto sugli Enti Locali, 180 milioni di euro per mettere in equilibrio i bilanci delle ex Province e garantire gli stipendi ai dipendenti.  Inoltre, come andiamo dicendo da mesi, non possiamo approvare i Bilanci di previsioni, per i quali avevamo chiesto uno slittamento nelle scadenze, per le incertezze sui trasferimenti regionali Si capisce allora – conclude il Vice Presidente di AnciSicilia – come le responsabilità per portare la Sicilia fuori da questa tragedia epocale deve essere di tutti e nessuno può escludersi. D’altra parte, se a tutto questo aggiungiamo il blocco del sistema dei rifiuti, quello del sistema idrico integrato, l’emergenza immigrati, in particolare dei minori non accompagnati, i territori sono ad un passo dall’implosione.  Bisogna fermare questa agonia. Per cui, chi governa o trova soluzioni urgenti o lascia il campo».


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