Cronaca

Priolo, estorsioni a chioschi e lidi: cinque misure cautelari, tre riguardano minorenni

PRIOLO GARGALLO – Operazione congiunta della Polizia di Stato e dell’Arma dei carabinieri nella scorsa notte a Priolo, dove sono state eseguite cinque misure cautelari, di cui tre nei confronti di minorenni, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura distrettuale della Repubblica di Catania – Direzione distrettuale antimafia e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Catania.

I provvedimenti cautelari, emessi dai giudici per le indagini preliminari dei Tribunali di Catania e per i minorenni di Catania, riguardano cinque persone residenti a Priolo. Agli indagati, allo stato del procedimento e ferma restando la presunzione di innocenza, vengono contestati, a vario titolo, i reati di estorsione tentata e consumata in concorso aggravata dal metodo mafioso, intestazione fittizia di beni, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi e danneggiamento seguito da incendio.

L’attività investigativa è stata condotta dalla Squadra mobile di Siracusa, dal Commissariato di pubblica sicurezza di Priolo Gargallo e dalla Compagnia carabinieri di Siracusa, sotto il coordinamento delle due Procure etnee. Secondo quanto reso noto dagli uffici requirenti, le indagini avrebbero consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati in relazione alle ipotesi di reato contestate.

L’inchiesta ha inoltre documentato diversi episodi estorsivi ai danni di chioschi e lidi balneari della spiaggia priolese. Secondo l’ipotesi accusatoria, le vittime sarebbero state costrette ad accettare servizi di guardiania oppure a versare somme di denaro per la gestione dei parcheggi destinati alla clientela. In caso di rifiuto, gli esercenti avrebbero rischiato ritorsioni, tra cui incendi o aggressioni.

Tra i due maggiorenni coinvolti, la Procura indica come figura centrale un 51enne, gravemente indiziato, secondo l’accusa, non solo delle estorsioni ma anche della gestione dell’attività di spaccio sul territorio di Priolo e dell’agevolazione dell’intestazione fittizia di un chiosco ad alcuni familiari, al fine di eludere la normativa antimafia. Nei confronti dell’altro indagato maggiorenne, di 24 anni, gli investigatori contestano invece, oltre alle ipotesi estorsive e ai reati in materia di stupefacenti, anche la detenzione e il porto abusivo di armi da fuoco.

Quanto alle misure cautelari disposte, i due indagati maggiorenni sono stati condotti in carcere, mentre per due dei tre minorenni è stato disposto il collocamento in comunità. Il terzo minore è stato invece sottoposto alla misura della permanenza in casa.

(Foto di copertina: repertorio)


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