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Raffineria Isab di Priolo, conclusa la composizione negoziata: piano industriale confermato

PRIOLO GARGALLO – La raffineria Isab di Priolo, dal maggio 2023 di proprietà Goi Energy, annuncia la conclusione con esito positivo del percorso di Composizione negoziata della crisi (Cnc), chiudendo una fase delicata con un risultato che l’azienda indica come determinante per “confermare la propria solidità industriale, il mantenimento dei livelli occupazionali e l’indotto, consolidando il proprio ruolo di asset strategico per l’economia nazionale e siciliana“.

Secondo quanto comunicato ufficialmente da Isab, il risultato è stato possibile “grazie alla collaborazione di tutti i soggetti coinvolti e alla sottoscrizione di accordi coerenti con il Piano industriale messo in atto dall’Azienda“.

La validità del Piano industriale – si evidenzia nel comunicato – certificata da consulenti indipendenti e accolta favorevolmente dagli stakeholder economici coinvolti, si basa sulla storica competenza del management e sulla correttezza commerciale sempre dimostrata dall’Azienda“.

Il presidente di Isab, Massimo Nicolazzi commenta: “La conclusione positiva della Cnc certifica la serietà e la resilienza della nostra Azienda, che è riuscita con professionalità a definire un percorso industriale solido e credibile, ottenendo la fiducia di partner di primissimo piano“. Sottolinea altresì che la società “guarda al futuro con rinnovata fiducia“.

Il nuovo anno si era aperto con un altro passaggio rilevante sul piano industriale e commerciale. Ludoil Energy (Gruppo Ludoil) e Isab avevano comunicato l’entrata in esecuzione del contratto relativo alla caricazione e vendita dei prodotti petroliferi, nonché alla prestazione dei servizi connessi e accessori, all’interno della raffineria di Priolo Gargallo. Lo stesso Gruppo Ludoil aveva inoltre reso noto di essere coinvolto, in regime di esclusiva, in un processo di due diligence finalizzato alla valutazione di una possibile acquisizione della raffineria. Nell’eventualità di un’operazione in tal senso, faceva sapere contestualmente, verrebbero “valutate evoluzioni industriali basate su produzioni da matrici alternative e a ridotta intensità carbonica, tra cui, Sustainable aviation fuel (SAF), Hydrotreated vegetable oil (HVO) e bioetanolo“.

Quel percorso ha però registrato un primo stop sul piano giudiziario, a metà dello scorso gennaio. Il contratto di caricazione e vendita dei prodotti petroliferi è stato infatti sospeso con una decisione del Tribunale di Siracusa, che in prima istanza ha accolto le ragioni di Lukoil Italia. Isab, con una nota ufficiale in merito, ha precisato: “In merito alla recente decisione del Tribunale di Siracusa riportata da taluni organi di stampa, ottenuta da Lukoil Italia s.r.l. senza contraddittorio con Isab, Isab precisa che la scelta di procedere con il cambio di operatore è stata effettuata nel rispetto della legge, alla luce delle sanzioni comminate dall’autorità statunitense a Lukoil e alle sue controllate, al fine di tutelare Isab e garantire la stabilità della distribuzione regionale via terra dei carburanti raffinati“. “La Società, prendendo atto della decisione dei giudici, che non condivide pur confermando il massimo rispetto per l’operato della magistratura – ha aggiunto Isab – comunica che difenderà i propri diritti nelle sedi competenti. In attesa che il giudizio faccia definitiva chiarezza sulla vicenda, Isab ribadisce il proprio impegno ad assicurare la continuità dell’approvvigionamento via terra dei propri prodotti“.

L’esito della procedura di composizione negoziata si inserisce dunque in un quadro industriale in evoluzione per uno dei principali poli petrolchimici europei, al centro negli ultimi anni di processi di riconversione, investimenti e ridefinizione degli equilibri energetici.

In prospettiva di sviluppo, va ricordato che nell’aprile 2025, durante la manifestazione “Ecomed – Green Expo del Mediterraneo” di Misterbianco (Catania), la stessa Isab aveva annunciato con Enego e Axpo la firma di un accordo preliminare per il progetto “Hynego” finalizzato alla produzione di idrogeno verde all’interno del polo di Priolo. Secondo quanto annunciato allora, nell’ambito di uno studio di fattibilità ancora non definito, la fase iniziale prevede una capacità di 100 megawatt e un investimento superiore ai 200 milioni di euro, con possibilità di espansione fino a 300 megawatt per rifornire anche altri siti industriali dell’area.


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