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Scuola, braccio di ferro anche sui topi. Il Raiti decide di non riaprire

SIRACUSA – Il Raiti non riapre oggi e nemmeno domani: lo ha deciso un consiglio d’istituto straordinario convocato ieri in piena festività di Santa Lucia. Ha tutta l’aria di un braccio di ferro tra enti la vicenda dei topi all’istituto comprensivo Raiti. Il Comune, due giorni fa, dopo il sopralluogo del personale Asp e successive prescrizioni, aveva disposto la derattizzazione nei fine settimana, per quattro settimane. Ma la scuola ha deciso di non riaprire già da oggi “in quanto – spiega in una nota pubblicata sul proprio sito – si ritiene che nella comunicazione da parte dell’Asp di Siracusa pervenuta in data 12 dicembre non vi siano indicazioni concrete in merito al piano di intervento di derattizzazione che verrà attuato, ai prodotti che saranno utilizzati e alle modalità di eventuale ripristino di tali interventi.  Tutte le attività anche extracurriculari e progettuali – prosegue la nota dell’istituto – in programma per le suddette giornate, sono sospese e/o annullate”.

Pare, tra l’altro, che alcuni genitori si siano chiesti come sia conciliabile una derattizzazione nel fine settimana e la ripresa delle attività il lunedì successivo. È in corso, intanto, la pulizia ordinaria e quella straordinaria della ditta che svolge il lavoro per conto dell’amministrazione scolastica. Tra le pieghe della vicenda potrebbero essere sorti risentimenti nel personale scolastico per il continuo sottolineare, da parte degli organi comunali competenti, l’essersi sempre attivati per le attività di propria competenza (“Due derattizzazioni: il 2 e il 7 dicembre”). Può essere suonato come uno scarico di responsabilità. Dopo la decisione, presa in autonomia da parte della scuola, di non riaprire oggi, la vicenda sembra avviata verso il superamento di ogni contrasto su ipotetiche “responsabilità” e nelle prossime ore potrebbe venire fuori una decisione nuova verso l’obiettivo comune, che è quello di riavere un ambiente igienicamente sicuro per il personale e per gli alunni. È quello che auspica la cittadinanza: di non assistere a un’altra vicenda “Archia”, in chiave igiene scolastica.


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