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Siracusa, canale Galermi, protestano gli agricoltori. Vinciullo: “Stanziati oltre 2 milioni, che fine hanno fatto?”

SIRACUSA – “Presenteremo un esposto denuncia contro il Consorzio di bonifica di Siracusa, che non cura gli interessi della provincia, fuggendo dalle proprie responsabilità”. Ad annunciarlo è Vincenzo Vinciullo, ex deputato regionale e attuale responsabile provinciale della Lega, che ha solidarizzato con gli agricoltori utenti del canale Galermi scesi stamani in piazza Archimede, davanti alla Prefettura, per rivendicare il diritto ad un servizio che da tempo viene loro negato. Il canale Galermi non eroga più acqua e i lavoratori del settore sono allo stremo.

“È chiaro – spiega Vinciullo, promotore dell’iniziativa – che la competenza non è dello Stato e che dunque in questa vicenda la Prefettura non c’entra nulla. Siamo qui soltanto per chiedere alla rappresentante di governo un’interlocuzione con il Consorzio di bonifica affinché intervenga per risolvere definitivamente un problema che sta affossando l’agricoltura siracusana. Alla Regione si palleggiano le responsabilità senza riuscire a trovare una soluzione, tanto è vero che ci siamo visiti costretti a investire della vicenda il Prefetto, che ringraziamo per la sua disponibilità e per quanto riuscirà a fare”. Vinciullo critica l’atteggiamento di Palazzo d’Orléans, definendo “matrigna la Regione perché – dice – non fa gli interessi dei siciliani ma cerca di sfruttare gli agricoltori facendo pagare loro un servizio che non presta. Questo – sottolinea – sarebbe il settimo anno consecutivo che gli agricoltori non raccolgono i frutti di quello che seminano a causa della mancanza di acqua. L’anno scorso – ricorda – anche gli agrumeti sono stati sradicati a causa di questo problema. Se la Regione non è in grado di prestare il servizio per cui si fa pagare, lo dica apertamente”.

L’ex presidente della commissione regionale Bilancio ricorda poi che il canale ha fornito sempre acqua e servizi, almeno fino ad una decina di anni fa quando è entrato in una profonda crisi di tipo strutturale. “Ci auguriamo che  almeno il Prefetto – aggiunge Vinciullo – possa convincere il Consorzio di bonifica a prendersi in carico il problema in modo tale che le risorse stanziate negli anni possano essere utilizzate. Purtroppo non si sa più che fine abbiano fatto questi fondi. Ricordo che nel 2014 la Regione aveva stanziato 385.000 euro, nel 2015 altri 150.000, nel 2017, 2018, 2019, 520.000 per ogni anno, per un totale di più di 2.000.000 di euro. Con tutti questi soldi, il canale lo si sarebbe potuto rifare nuovo e invece continua a non portare l’acqua ai destinatari. È una ingiustizia che non possiamo continuare a sopportare. Su questo canale ci sono delle precise disposizione di legge, a partire da un ordine del giorno del 16 giugno 2012, che stabilisce di chi sono le competenze, ma anche una serie di riunioni tenute in commissione Bilancio che hanno consentito di rimarcare che il Consorzio di bonifica deve prendersene carico. I decreti di finanziamento hanno portato allo stanziamento di risorse di cui, a causa della burocrazia riconducibile all’attività del Consorzio di bonifica, si sono perse le tracce”.

“Porteremo questi documenti in Procura – ci preannuncia Vinciullo – affinché i magistrati aprano un fascicolo di indagine che possa condurre all’accertamento della verità”.


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