Cronaca

Siracusa, caporalato: commissariata azienda agricola, denunciati i titolari e l’immigrato “caporale”

Cassibile (SIRACUSA) – La Guardia di finanza di Siracusa ha concluso questa mattina una incisiva operazione di contrasto al fenomeno del “caporalato” in una delle aree maggiormente interessate: le “Case Sudan” di Cassibile. Nell’ambito di una indagine coordinata dal procuratore capo della Repubblica, dott. Francesco Paolo Giordano e diretta dal sostituto procuratore, dott. Tommaso Pagano, la Compagnia di Siracusa ha sviluppato un’articolata indagine sul presunto illecito sfruttamento da parte di una azienda agricola di lavoratori extracomunitari e del fenomeno noto come “caporalato”.

Secondo gli investigatori, l’azienda per il reclutamento dei lavoratori, che stazionavano nei pressi di Cassibile ed in genere erano privi di permesso di soggiorno, documenti d’identità e dormivano di solito negli immobili abbandonati di contrada Marchesa di Cassibile, tristemente noti come “Case Sudan”, si avvaleva di un “caporale” che li andava a prendere, ammassandoli in un furgone, per portarli nei campi.

Il Gip aretuseo dott. Andrea Migneco, condividendo la richiesta formulata dall’autorità giudiziaria inquirente e riconoscendo la sussistenza del reato di cui all’art. 603 bis del c.p., ha disposto il controllo giudiziario dell’azienda e la conseguente nomina di un amministratore giudiziario. I titolari dell’azienda Sebastiano Andolina e Giuseppe Andolina e il loro “caporale” Mohamed Ghazal sono stati denunciati per i reati di cui agli artt. 110 e 603 bis c.p..

L’operazione odierna vede quindi applicata una importante misura prevista dalla legge e cioè la misura cautelare reale della sottoposizione a controllo giudiziario dell’azienda, mediante la nomina di un amministratore giudiziario, al fine di non interrompere l’attività produttiva. È questa la volontà del legislatore che mira ad eliminare le condizioni che avevano determinato lo sfruttamento dei lavoratori ma non a compromettere l’occupazione e il valore economico del complesso aziendale.

Le attività investigative sviluppate dalle fiamme gialle aretusee hanno evidenziato come l’azienda, in violazione dell’art. 603 bis c.p., introdotto dall’innovativa disciplina in materia di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro in vigore dal 4 novembre 2016, ponesse in essere molteplici atti indici del presunto sfruttamento: retribuzioni versate in modo sproporzionato rispetto alla quantità di lavoro prestato; violazione delle normative in materia di lavoro e riposo, sicurezza ed igiene dei posti di lavoro; i lavoratori, il cui stato di bisogno è emerso chiaramente dalle condizioni abitative di assoluta precarietà e dello stato, quasi sempre, di clandestini, sono stati sottoposti a metodi di sorveglianza non consentiti (videosorveglianza abusiva presso l’azienda e costante presenza del “caporale”, in funzione di sentinella, nei campi).

Il procuratore capo dott. Francesco Paolo Giordano, che ha coordinato tutta l’attività, ha così commentato: “Prosegue incessantemente, soprattutto in alcune zone del circondario maggiormente coinvolte da fenomeni di stagionalità, l’attività di contrasto della Procura della Repubblica con l’ausilio della Guardia di finanza verso forme illegali di impiego nelle imprese agricole e di intermediazione come il cosiddetto caporalato, che mette in pericolo beni primari della collettività e dell’individuo, come la dignità del lavoro e lo sfruttamento senza scrupoli dei lavoratori retrocessi al rango di pura merce”.

Il Comando provinciale della Guardia di finanza, quale polizia economico-finanziaria, rammenta che con l’operazione odierna viene portato avanti l’impegno nel tutelare le imprese che rispettano le regole, danneggiate da dall’ingiusta competizione di quelle che invece adoperano metodi illegali di reclutamento del personale dipendente. Inoltre, evidenzia che così adempie alle esigenze di assicurare ordine e sicurezza pubblica, come richiesto nei vari comitati dal prefetto di Siracusa Giuseppe Castaldo.

Ecco il video dell’operazione denominata “Caporalato a Cassibile” della Guardia di finanza aretusea.


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