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Siracusa, caso Siteco approda all’Ars: quale futuro per i 180 ex dipendenti?

SIRACUSA – Torna al centro dell’attenzione della Regione la vertenza che coinvolge i lavoratori della Siteco, l’azienda metalmeccanica che operava a Marina di Melilli e che ha cessato ormai da anni le attività di costruzione di pale e torri eoliche. Si è tenuta nei giorni scorsi a Palermo l’audizione degli assessorati alle Attività produttive ed al Lavoro da parte della commissione Lavoro, presieduta da Marcello Greco, alla presenza del deputato del Movimento 5 Stelle, Stefano Zito, del parlamentare regionale dell’Udc, Pippo Sorbello, del sindaco di Melilli, Pippo Cannata, mentre in rappresentanza dell’Osservatorio nazionale sull’amianto, c’erano Pippo Gianni, già deputato regionale, e Calogero Vicario, coordinatore regionale dell’Osservatorio, ex operaio Siteco, insieme a una delegazione di ex lavoratori Siteco, con Giuseppe Italia, Alessandro Anastasi e Santo Mazzarella.

Due le tematiche affrontate: la bonifica dell’area di proprietà dell’Irsap e garantire un sostegno al reddito per i dipendenti ex Siteco, complessivamente 180 unità. Sul primo punto la vicenda si è bloccata per l’impossibilità emersa da parte della Regione di finanziare i progetti di bonifica, per i quali il Comune di Melilli ha offerto la propria disponibilità a sostenere i costi.

Zito, passando al versante del rilancio aziendale, tenuto conto che si tratta di un’area di proprietà dell’Irsap, ha chiesto di conoscere se è stata compiuta la caratterizzazione di cui si era discusso nei mesi scorsi, ricordando anche che un’azienda si era dichiarata disponibile a compiere la bonifica a proprie  spese. Il dirigente di Irsap, Castrovinci, ha rilevato che si tratta di un sito di interesse nazionale e che la caratterizzazione è stata imposta dal Ministero che la  considera come condizione per il successivo finanziamento. Aggiungendo inoltre che il Ministero ritiene che l’istanza debba provenire dalla Regione la quale a proprio carico deve prima realizzare un progetto per la caratterizzazione. A proposito di tale progetto riferisce che all’interno dell’Irsap non è stata reperita una professionalità interna avente le qualità necessarie per redigerlo e che è necessario chiamare un esterno. Il segretario della Fiom Cgil, Recano, ha sollecitato una rapida soluzione poiché l’anno scorso un’azienda si era mostrata interessata a rilevare il sito produttivo ed aveva anche dichiarato la propria disponibilità a farsi carico dei costi della bonifica. Il sindaco di Melilli Cannata ha preannunciato la disponibilità del Comune ad anticipare la somma. Sorbello ha evidenziato che alcuni lavoratori, essendo prossimi al raggiungimento dell’età pensionabile, potrebbero essere accompagnati verso la quiescenza ed a proposito del progetto auspica un’intesa tra il Comune e l’Irsap sia per i progettisti che per i costi. Cortese, dirigente del Dipartimento regionale Lavoro, ha riferito che gli ammortizzatori sociali sono purtroppo giunti ad esaurimento e che in assenza di nuovi strumenti non sarà possibile erogare alcuna forma di sostegno al reddito. Vicario, rappresentante degli ex lavoratori Siteco, come Italia, che lo ha preceduto nell’intervento, ha rappresentato le iniquità del cosiddetto decreto Poletti dai cui benefici risulta escluso per una differenza di soli 20 giorni. Teme un rimbalzo di competenze tra politica e uffici ed ha spiegato di   essere privo di ogni reddito dal luglio 2015. Descrive i giudizi intentati contro la Regione per gli atti adottati sia dal governo Lombardo che dal governo Crocetta. Discute dell’amianto presente in alcune aree delle quali non si riesce a rinvenire la titolarità. Sostiene che in Sicilia non è stata adeguatamente recepita la normativa nazionale che prevede sei mesi di prepensionamento in relazione agli anni di servizio per i quali il lavoratore è stato esposto all’amianto. Pippo Gianni ha posto l’accento sulle malattie professionali contratte da diverse persone. Ricorda di avere compiuto grandi battaglie sul tema dell’amianto sia nella propria veste di medico sia nella lunga esperienza politica ed ha criticato duramente il Governo regionale che non si è adoperato per evitare la chiusura dei siti di Siracusa ed Agrigento e che non ha provveduto alla loro bonifica dall’amianto. Sospetta la presenza di interessi poco limpidi in capo alle forze di governo ed ha affermato che la Regione deve sostenere le aziende in crisi e le bonifiche aziendali, riferendo di aver denunciato alla Procura della Repubblica di Siracusa molti fatti avvenuti anche ad Augusta.

L’audizione è stata quindi aggiornata ad un’ulteriore seduta da tenersi congiuntamente tra le commissioni Attività produttive e Lavoro dell’Ars.


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