Elezioni regionali 2022

Siracusa, Cateno De Luca contro tutti in van verso Palazzo d’Orléans. “Qui candidature esplosive”

SIRACUSA – È arrivato a bordo di un iconico furgone Volkswagen: sul tetto le valigie di cartone degli emigranti siciliani del secondo dopoguerra, “tra cui quella che mio padre portò con sé quando lasciò la terrà di origine per andare a fare l’operaio a Milano negli anni ’50”. L’ormai ex sindaco di Messina (dimessosi il 14 febbraio), Cateno De Luca è stato questa mattina a Siracusa nell’ambito del suo tour elettorale “Alla luce del sole” per presentare ufficialmente la candidatura alla presidenza della Regione, o meglio “a sindaco di Sicilia” come ama ripetere in questo giro per l’isola partito da Catania qualche giorno fa.

Bocca cucita sui nomi che lo affiancheranno nelle due liste che presenterà, di cui una porterà il nome di “Sicilia vera“. “Posso solo dire che a Siracusa – sottolinea – ci saranno candidature esplosive. Non sono né deputati regionali uscenti, né persone colluse con la criminalità organizzata. Tanto meno vogliamo scecchi volanti o individui che abbiano come unico scopo quello di sedere su una poltrona. Si dice, d’altronde, che Palazzo dei Normanni è come la casa di Gesù: come entri non vuoi uscirne più! E un motivo ci sarà. Sul mio Volkswagen porterò solo uomini e donne pronti ad assumersi le immediate conseguenze legate ad una scelta di campo. Possono anche avere avuto incarichi istituzionali negli enti locali ma non devono essere stati alla Regione negli ultimi 5 anni. Intendiamo rinnovare la classe dirigente, attorniandoci di uomini competenti e che abbiano a cuore il futuro della Sicilia”.

Due le liste che sosterranno De Luca nella corsa alla carica di governatore. Il 9 aprile saranno presentati alle Ciminiere di Catania i candidati all’Ars nei collegi della Sicilia orientale, il 30 a Palermo invece quelli della Sicilia occidentale.

Tra i candidati alla presidenza della Regione, ci sarà con ogni probabilità anche l’uscente Nello Musumeci. “Sono il suo miglior alleato – ironizza l’ex sindaco di Messina, salito due anni fa agli onori delle cronache per la polemica innescata durante l’emergenza Covid con il ministro dell’interno Luciana Lamorgese – È presidente da 4 anni e mezzo e non c’è una riforma che porta il suo nome e cognome. Non so come si dovrebbe presentare agli elettori. A noi sta bene così, anche perché la faida che c’è all’interno del centrodestra in questo momento non ci appartiene. Abbiamo la nostra identità, le nostre idee e i nostri progetti”.

Tornando all’emergenza emigrazione, De Luca afferma: “Quella di oggi è differente da quella di 60, 70 anni fa perché è dovuta a tutta alla mala politica e alla “Banda Bassotti” che ci ha rubato prospettive e futuro. Ripartiamo da lì per dare un messaggio chiaro ai siciliani e una botta forte e definitiva alla casta che è in difficoltà. Se oggi ha paura di noi, è perché è molto debole e non riesce a parlare alla gente. Io ho avuto 18 processi e due arresti ma sono sempre stato assolto, l’ultima volta il 10 gennaio perché il fatto non sussiste. Qualcosa vorrà pur dire”.


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