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Siracusa, diploma in 4 anni, primi istituti autorizzati. Flc Cgil: “Una brutta sorpresa”

SIRACUSA – Per la Flc Cgil di Siracusa non rappresenta un’occasione positiva la sperimentazione che avvierà il Miur a partire dal prossimo anno scolastico di corsi quadriennali per il diploma di istruzione superiore.

Tra le prime cento scuole superiori autorizzate in Italia e tra le quattro in Sicilia, ce n’è una nella provincia aretusea: l’Istituto di istruzione superiore “Arangio Ruiz” di Augusta.

“In tutta la Sicilia sono solo tre le scuole statali autorizzate ed una parificata. Dall’applicazione di tale decreto, su estensione nazionale, si avrà come unico risultato l’aumento di gravi criticità che il Miur dovrebbe conoscere molto bene, ma che in realtà sottovaluta. Possiamo riferirci – afferma Paolo Italia, segretario della Flc Cgil Siracusa – ai fenomeni, sempre più in crescita, dalla dispersione scolastica e all’aumento del tasso dei giovani che emigrano al nord Italia per completare gli studi ed accrescere le possibilità di un futuro lavorativo migliore”.

Il sindacato è critico nei confronti degli istituti che si sono candidati per la sperimentazione. “Sapere che qualcuno ha dato seguito al decreto ministeriale n. 567, non è altro che una nuova ed inaspettata brutta sorpresa, per il nostro territorio, difficile da spiegare ai tanti. Rispettosi, per la scelta comune che si spera sia stata discussa correttamente in seno al collegio docenti di quell’istituto, corre l’obbligo dell’avviso – prosegue Italia – che tale fenomeno non è foriero di buoni presagi occupazionali, quando andrà a pieno regime, a patto che non si riesca a trattenere dentro l’organico dell’autonomia il 20 per cento del personale docente che risulterà non più funzionale all’interno del nuovo curricolo”.

Tale contrarietà è stata rappresentata sia dalla Flc Cgil, che avrebbe già provveduto ad avviare un’azione giudiziaria verso il Miur per il tramite del Tar del Lazio, sia dal Cspi, che si sarebbe espresso dando parere negativo.

“Certamente curiosi sono i dati fallimentari di questa nuova proposta fatta dal Miur guidato dal ministro Fedeli che davanti ad una platea di oltre 2.000 scuole statali ne è riuscito a coinvolgerne solo 123, sostanzialmente meno del 5 per cento, confermandosi sempre più lontano dalle scelte e dai bisogni che tutta la comunità educante invoca. Ne citiamo due rappresentative – conclude il segretario Italia – al fine di contestualizzarle: il miglioramento dei servizi per l’utenza; il rinnovo del contratto di lavoro per i dipendenti fermo e atteso da tanti anni”.

(foto generica)


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