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Siracusa, festa delle Forze armate. Al Pantheon la deposizione della corona ai caduti di tutte le guerre

SIRACUSA – Una cerimonia sobria ma, come sempre, molto sentita. Anche a Siracusa si è tenuta questa mattina l’annuale festa per la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate. Primo appuntamento al Pantheon per la deposizione della corona di alloro ai caduti italiani di tutte le guerre da parte del viceprefetto vicario Filippo Romano e del comandante Marisicilia, contrammiraglio Andrea Cottini. I due si sono intrattenuti per qualche minuto sul sagrato, meditando sul sacrificio di tanti italiani che hanno perso la vita durante le due guerre mondiali ma anche nelle varie missioni di pace che si sono succedute soprattutto in Medioriente.

Presenti i rappresentanti di tutte le forze dell’ordine, oltre che dei vigili del fuoco e dell’associazione carabinieri in pensione. A benedire la corona è stato il cappellano militare presso gli enti della Marina di Augusta e Catania, don Corrado Pantò. La cerimonia è proseguita nel piazzale della capitaneria di porto. Presenti anche i bambini di due quarti elementari della Lombardo Radice, accompagnati dalle maestre Mimma De Corrado e Anna Manzella.

Il sindaco Francesco Italia ha sottolineato che “la festa di oggi serve a ricordarci quanto le forze armate in Italia rappresentino un presidio non solo di unità nazionale ma di pace. Buona parte di esse – ha aggiunto – sono impegnate su vari fronti per portare un’immagine di democrazia e libertà, valori per i quali tanti uomini sono caduti in varie parti del mondo. Sono valori di estrema importanza e per i quali tutti noi dobbiamo continuare a fare il nostro dovere, consapevoli che le nostre forze armate in Italia e all’estero sono un presidio imprescindibile e non sono appannaggio di una parte politica o di un’altra ma patrimonio di tutti i cittadini”.

Una festa, quella odierna, arrivata in tripla cifra. È celebrata oggi per il centesimo anno. A ricordarlo è stato il viceprefetto Filippo Romano: “Questa ricorrenza – ha spiegato – è passata indenne dai cambi di sistema politico e dunque dalla democrazia al fascismo e poi di nuovo alla democrazia. E ancora dalla monarchia alla Repubblica. Riconoscersi in questi momenti è importante dato che – ha osservato – se l’unità nazionale ha un senso, ce l’ha perché ci consente di affrontare insieme i grandi problemi della storia. Un secolo fa il nemico era l’impero asburgico, oggi è il terrorismo internazionale. Altri nemici sono dati dalla difficoltà di coniugare il progresso con la tutela dell’ambiente. Credo che sia proprio questa la nuova linea del Piave”.


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