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Siracusa, flash mob al Pantheon. “La vera emergenza è questo governo”

SIRACUSA – “La vera emergenza è questo governo”. Recitava così lo striscione esposto nel piazzale del Pantheon dai ristoratori siracusani che hanno partecipato al flash mob organizzato da Fabio Camilli e Nicolas Gigliuto. Ennesima protesta oggi, ennesima manifestazione delle categorie che si sentono maggiormente penalizzate dalle misure introdotte dal Dpcm di domenica scorsa. La stretta decisa dall’Esecutivo non è piaciuta agli imprenditori aretusei, che continuano a palesare tutto il proprio malessere scendendo in piazza. Lo hanno fatto più volte nel corso degli ultimi sette giorni. La paura per il futuro è tanta e i bonus promessi non bastano a tranquillizzarli. “Non vogliamo sussidi, vogliamo lavorare” è stato ribadito durante il raduno di questo pomeriggio, che è risultato molto meno partecipato rispetto ai precedenti. Poca gente per un incontro pacifico durante il quale è stata data lettura di un documento indirizzato alle Istituzioni.

“Protestiamo contro la limitazione della nostra libertà – ha detto al megafono Fabio Camilli – che non può essere giustificata da statistiche e numeri. Abbiamo chiaro il problema della pandemia e teniamo alla salute nostra e dei nostri cari. Non ci interessano però bonus e ristori vari, vogliamo guadagnarci con dignità il pane. Chiediamo l’impossibile? Non basta un monopattino o una vacanza pagata dallo Stato per risollevare la nostra nazione. Chiediamo di essere rispettati come datori di lavoro dai governanti perché è grazie al nostro sudore che loro percepiscono  lauti stipendi”.

Poi le proposte: “Chiediamo di annullare le serrate generali di teatri, palestre, sale bingo e sale scommesse; di annullare il coprifuoco delle 18 per bar e ristoranti; di ampliare l’offerta di trasporto pubblico per evitare affollamenti su bus e treni, con relativi controlli agli ingressi; di potenziare i controlli per chi trasgredisce alle regole sul distanziamento e sul numero massimo di persone consentite all’interno dei locali”. Tra le proposte avanzate anche quella di attivare uno sportello di soccorso sociale (per le categorie che hanno subito gli effettivi dei decreti governativi) che tuteli le vittime “mediante tre semplici azioni: esenzione tasse locali; sostegno economico attraverso card regionali per almeno 300 euro per spese alimentari e utenze e un flusso di 150 euro senza vincoli per ogni figlio a carico minore di 18 anni”. E ancora: sussidio extra per coprire il costo dell’affitto se non si possiede una casa di proprietà. “Sono aiuti più utili del bonus monopattino – ha proseguito Camilli – che devono essere erogati se si è perso il lavoro e il fatturato nella pandemia è sceso del 50 per cento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Speriamo di aver fornito più di uno spunto su cui lavorare per garantire alla nostra gente un futuro meno complicato rispetto a quello proposto da Conte. Speriamo di aver fatto comprendere che nessuno ha interesse a buttarla in caciara, ma vogliamo solo la libertà e – ha concluso – con regole e proposte chiare vogliamo essere padroni del nostro destino senza divieti assurdi di decreti fatti a caso”.


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