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Siracusa, grana “Lombardo Radice”. C’è il rischio doppi turni

SIRACUSA – Scoppia la grana “Lombardo Radice”. A pochi giorni dal possibile rientro dei ragazzini delle classi delle medie inferiori del comprensivo, si pone il problema del reperimento di nuovi locali per la didattica in presenza dei bambini della scuola primaria.

L’istituto di via Archia, rimasto a lungo chiuso perché diventato focolaio di coronavirus, dovrebbe tornare a breve pienamente operativo. Il distanziamento sociale impone però la ricerca di nuovi spazi e quelli indicati a novembre dal Comune (parrocchia di San Salvatore in via Necropoli Grotticelle) non hanno ottenuto il gradimento dei genitori a causa della distanza. Loro avrebbero preferito i locali messi a disposizione dal rettore del santuario della Madonna delle Lacrime, don Aurelio Russo, a poche centinaia di metri dalla scuola, ma Palazzo Vermexio aveva optato per un’altra soluzione. Da qui un muro contro muro che continua ancora. Non appena rientreranno a scuola gli alunni della media, il problema diventerà pressante perché quelli della primaria non potranno usufruire delle aule che avevano finora utilizzato, visto che torneranno ad essere occupate dai bambini più grandi. Se non si troverà una soluzione condivisa, il rischio è di ricorrere ai doppi turni.

“Avevamo messo a disposizione due mesi e mezzo fa – dice il sindaco Francesco Italia – i locali della parrocchia di San Salvatore, che non sono stati impiegati. Non si può pensare che in un momento come questo si possa operare una scelta sulla base della distanza anche perché non siamo né a Roma né a New York. Mi spiace che si tenti di scaricare sull’Amministrazione comunale responsabilità che non ha. Nei prossimi giorni incontrerò il consiglio di istituto per ribadire, sulla base dello scambio dei documenti, che noi vogliamo solo fare l’interesse dei bambini dando loro la possibilità di frequentare in sicurezza le lezioni”.

Non sarà facile però convincere i genitori, orientati verso una soluzione diversa e non disposti a sopportare i disagi dovuti alla distanza.


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