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Siracusa, il bilancio annuale del Siracusa International Institute for criminal justice and human rights

SIRACUSA – Una sempre più forte attenzione alla tutela dei diritti umani e alla lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione. Sono queste le due direttrici prioritarie intorno alle quali si è sviluppato nell’intero 2018 il lavoro del Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights realtà d’eccellenza che ha la sua sede a Siracusa dal 1972, e che in passato era nota come ISISC. Un patrimonio per la città di Siracusa, e per l’Italia intera, che è stato sottolineato dal Capo dello Stato, lo scorso 23 settembre, in occasione della sua visita a Siracusa per la cerimonia commemorativa dedicata al Professor M. Cherif Bassiouni. Ecco in sintesi il bilancio delle attività realizzate dal Siracusa International Institute nel 2018: 44 attività organizzate e co-organizzate; 3520 partecipanti in rappresentanza di 67 paesi e 37 università; Collaborazioni con 45 organizzazioni italiane e straniere; Come già avvenuto nel 2017, si conferma anche per il 2018 un significativo trend di crescita in tutti gli ambiti d’attività dell’Istituto, e in particolare nei tre pilastri che ne caratterizzano valori e missione, vale a dire: Programmi di Assistenza Tecnica, Progetti di ricerca/Sviluppo di Policies, Corsi di Alta Formazione. Tra le attività più importanti da evidenziare per il 2018 a Siracusa, meritano di essere menzionate: Cerimonia commemorativa per il professor M. Cherif Bassiouni, (alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana); Meeting internazionale sul tema del traffico illecito (presenti diversi rappresentanti istituzionali di dodici paesi dell’area balcanica e funzionari di organizzazioni internazionali); Sessione di alta formazione dedicata a giudici, procuratori e funzionari dell’ufficio tecnico della Corte di Cassazione egiziana.

Le attività condotte dall’Istituto, oltre al valore scientifico, culturale e sociale, assicurano ogni anno un considerevole impatto economico per la città di Siracusa e, più in generale, per il territorio provinciale e regionale. Nel corso del 2018, l’entità dei benefici diretti è superiore a 800.000 euro. Un beneficio diretto in primis per la città di Siracusa dove, nel corso dell’intero anno, alcune migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, hanno partecipato alle diverse attività organizzate dall’Istituto. Una cifra elevata che peraltro non può tenere conto degli ulteriori benefici indiretti, impossibili da calcolare con precisione.

Ecco alcune delle attività già fissate dall’Istituto per l’anno in corso:  Formazione: Nei mesi di giugno e luglio si svolgeranno rispettivamente la 19° edizione del Corso di Specializzazione per Giovani Penalisti in Diritto Penale Internazionale e la 4° edizione del Corso di Specializzazione per Giovani Procuratori in Cooperazione Penale Internazionale. A questi si aggiungerà un Corso di Specializzazione per Magistrati, che verrà organizzato in collaborazione con la Scuola Superiore della Magistratura) e il Corso di Specializzazione per Dottorandi e Dottori di Ricerca di Diritto e Procedura Penale. Assistenza Tecnica, Ricerca e Sviluppo di Policies: Dopo aver concluso nel 2018 diversi programmi di assistenza tecnica in paesi quali Tunisia, Egitto, Iran, Libano, nel 2019 l’Istituto continuerà a portare avanti un progetto di gemellaggio in Kosovo, dedicato al “Rafforzamento dell’efficienza, della responsabilità e della trasparenza nel sistema giudiziario e della pubblica accusa”, condotto dal Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) italiano in collaborazione con il Ministero della Giustizia italiano. Inoltre, farà parte di un consorzio nel progetto intitolato “Sostegno alla lotta contro il crimine organizzato in Georgia”, che punterà a tale obiettivo mediante il rafforzamento delle capacità istituzionali del Ministero degli Affari Interni e delle forze dell’ordine nazionali. Per quel che riguarda i progetti la ricerca e lo sviluppo di policies, l’Istituto continuerà a essere focalizzato sul delicatissimo tema del contrasto al traffico illecito, concentrandosi su due diversi progetti: il primo, intitolato “Rafforzare la lotta al traffico illecito in Europa Sudorientale si svilupperà in ben dodici paesi dell’area balcanica, mentre il secondo, denominato “I meccanismi per la lotta al traffico illecito (M.CIT)”, si porrà l’ambizioso obiettivo di ricerca di  sviluppare un approccio intersettoriale della lotta al fenomeno e porre precise raccomandazioni internazionali ai governi e alle imprese, così da mitigarne le conseguenze più pericolose.

 


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