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Siracusa, imposta di soggiorno “a percentuale”, albergatori furibondi

SIRACUSA – Albergatori del capoluogo aretuseo furibondi dopo le recenti modifiche al regolamento dell’imposta di soggiorno deliberate dal Consiglio comunale. Le principali novità riguardano l’introduzione relativa alle locazioni brevi e alle locazioni di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni e l’estensione da 4 a 7 giorni per l’applicazione e il pagamento della imposta.

Dopo una “riunione d’urgenza del direttivo dell’associazione“, oggi Noi albergatori Siracusa esprime all’unanimità “tutto il proprio disappunto verso decisioni che rigetta con la convinzione di chi ha dalla propria parte la forza dell’esperienza, la conoscenza del settore ed è protagonista nell’accrescere il numero dei viaggiatori“.

È il presidente Giuseppe Rosano a chiarire i motivi di contestazione: “Ciò a cui siamo assolutamente contrari è anzitutto la scelta di far pagare una percentuale in base, non soltanto alla tariffa della camera, ma anche ai servizi aggiuntivi quali: piccola colazione, pasti, ecc. Una pura follia! Se così fosse, a conti fatti, andrebbe pressoché a raddoppiare il costo dell’imposta di soggiorno. Tant’è che questa scelta è stata adottata soltanto da pochi Comuni siciliani e limitatamente agli affitti brevi, non certo in riferimento agli alberghi dove, tra l’altro, verrebbero fuori cifre fatte di centesimi, difficili da gestire e che la maggior parte degli ospiti, con pacchetti già saldati, dovrebbe pagare in contanti con evidenti difficoltà“.

Ma a non convincere Noi albergatori Siracusa pure la tassazione estesa a 7 pernottamenti consecutivi: “Altra follia! Una decisione, questa, che finirebbe per ridurre, anziché incrementare, il numero dei pernottamenti a Siracusa, a vantaggio di destinazioni più appetibili ed economiche. Davvero assurdo, dopo anni in cui Noi albergatori Siracusa ha tanto faticato per aumentare la permanenza media così cara proprio al sindaco Francesco Italia“.

Perciò il presidente Rosano propone un incontro urgente con l’amministrazione comunale “per un pronto ripensamento – prosegue – di ciò che in maniera iniqua è stato deliberato e che non fa altro che “punire” i viaggiatori che scelgono di soggiornare nella nostra città. Senza considerare inoltre che lo sconsiderato aumento dell’imposta di soggiorno verte unicamente a fare cassa e a destinare i corrispettivi pagati dai turisti in capitoli di spesa che nulla hanno a che fare con il miglioramento dei servizi endemicamente carenti a Siracusa come la pulizia delle strade, la raccolta differenziata dei rifiuti, la carenza di parcheggi, una viabilità eternamente caotica per effetto dell’insufficienza dei mezzi di trasporto urbano“.

Come associazione – conclude il presidente di Noi albergatori Siracusa – reputiamo pertanto inaccettabile – lo disconosce anche il Legislatore nazionale – che si ricorra ai turisti per aggiustare il bilancio di esercizio e sostenere i costi di normale spesa per ogni Comune come, per citarne alcuni: 750mila euro per spese per l’illuminazione pubblica, più altri 120mila per finanziare l’illuminazione per le feste di Santa Lucia e San Sebastiano (celebrazioni che non attraggono turisti); 400mila per (l’inesistenza) del personale della Polizia municipale; 350mila per finanziare la (scarsità) del trasporto pubblico urbano. Potremmo continuare all’infinito a citare l’arbitraria vessazione ai turisti che vengono a soggiornare in una città agli ultimi posti per vivibilità e qualità della vita. Per recuperare un minimo di decenza, aspettiamo fiduciosi che il Comune riesamini l’intero apparato del regolamento e del corrispettivo dell’imposta di soggiorno a carico dei viaggiatori“.

Già ieri gli altri albergatori riuniti nella sezione Turismo ed Eventi di Confindustria Siracusa avevano espresso posizione di contrarietà a una delle modifiche del regolamento dell’imposta di soggiorno.

In merito alla percentuale legata al costo della stanza: “Siamo fermamente contrari alla proposta – si legge nel comunicato – ci sembra profondamente iniqua per il turista, perché il costo della stanza può variare in funzione dell’acquisto sulle piattaforme on line. Saremmo gli unici nel mondo ad applicare un ulteriore costo per gli albergatori mettendo in difficoltà, tra l’altro la gestione della rendicontazione“.

Tale imposta a percentuale – si aggiunge nel comunicato – ci imporrebbe di rendere nota questa costruzione della tariffa con i “servizi aggiuntivi”, con gravi conseguenze a livello di percezione del turista e di gestione amministrativa per le aziende; e lo stesso Comune di Siracusa, come controllerebbe le somme versate, dal momento che sono in percentuale al prezzo di vendita?“.

Questa proposta di “imposta di soggiorno a percentuale” andrebbe ad agevolare coloro che vendono solo pernottamento e a svantaggio di chi cerca di costruire ogni giorno e con notevoli sforzi una proposta integrata di soggiorno per valorizzare la destinazione – si conclude – Evidentemente non si sarebbe tenuto conto nel formularla di alcuni aspetti “tecnici” dell’ambito turistico-alberghiero. Ci attendiamo dall’Amministrazione una attenzione ed un chiarimento“.


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