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Siracusa, omicidio a Floridia: intervista al comandante dell’Arma Luigi Grasso

SIRACUSA – Alla conferenza stampa svoltasi al comando provinciale hanno preso parte il comandante provinciale dell’Arma colonnello Grasso, il comandante della compagnia maggiore Sambataro, il comandante del nucleo operativo radiomobile tenente Nicolai e il comandante della tenenza di Floridia maresciallo D’Aquila.

Al termine abbiamo sentito il comandante provinciale colonnello Luigi Grasso, il quale ci ha riferito:

“Un fatto di sangue gravissimo che richiedeva una risposta immediata, una risposta in termini di giustizia, una risposta da dare ai familiari e una risposta da dare all’intera collettività che è stata fortemente provata e scioccata da questo evento. È stata un’indagine speditiva, articolata per certi versi e si è avvalsa di un patrimonio informativo importante da parte dei militari che hanno operato. Questo patrimonio ha fatto si di ricostruire un quadro dell’evento abbastanza chiaro già nei primi minuti dell’evento. Un quadro che poi si è delineato nelle successive ore”.

Da quello che si evince dall’indagine, questi ragazzi andavano in giro armati la notte?

“Purtroppo sì. L’indagine sta a dimostrare questo: i tre ragazzi, due minorenni ed un maggiorenne, autori dell’omicidio volontario erano già armati nel momento in cui è iniziata la prima lite con la vittima”.

Lei diceva che è stata importante la tempestività per la conclusione positiva dell’indagine…

“La tempestività appunto per costruire un quadro immediato dell’evento e individuare gli autori prima che si possano rendere irreperibili e naturalmente tutte quelle che sono le fonti di prova. È stato utile anche poter contare al di là dell’aspetto tecnico delle immagini di video sorveglianza della città o in dotazione a qualche privato. E’ stato anche importante avvalersi di una ricostruzione testimoniale di alcune persone”.

Erano considerati dei bulli?

“Sì, un atteggiamento arrogante alcune volte di strafottenza, maleducazione. Atteggiamento che poi ha dato origine alla lite che poi ha avuto questo tragico epilogo”.


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