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Siracusa, ottava di Santa Lucia. Monsignor Costanzo: “In lei risplende forza del Vangelo”

SIRACUSA – Ultimo giorno di celebrazioni oggi in onore di Santa Lucia. Questa mattina l’arcivescovo monsignor Francesco Lo Manto ha presieduto la Santa Messa nella chiesa dedicata alla Patrona di Siracusa, alla Borgata, e stasera alle 18 terrà quella conclusiva in cattedrale. A concelebrare l’Eucaristia di stamane anche l’emerito, monsignor Giuseppe Costanzo, che ha tenuto l’omelia. “Ci stringiamo ancora una volta attorno alla nostra Santa Patrona – ha detto – Ci inorgoglisce la sua siracusanità, ci esalta la sua santità, ci fa pensosi il suo martirio. In lei risplende la forza del vangelo, la fecondità della grazia, la vitalità della chiesa. Lucia ha combattuto la buona battaglia della fede, confessando con coraggio che Gesù è il Signore e che in nessun altro vi è salvezza. Ha vinto con il sangue dell’agnello e la testimonianza del suo martirio. È stata santa in tutta la sua condotta e, docile all’impulso dello spirito santo, ha elargito i suoi beni ai poveri e ha fatto della sua vita il sacrificio spirituale a Dio gradito. Ha percorso con determinazione – ha sottolineato monsignor Costanzo – la via tracciata da Cristo: perdersi per ritrovarsi, marcire per dare frutti abbondanti, morire per risorgere. Lucia ha compreso che la santità è un dono per tutti e un dovere di tutti. È la chiamata che Dio, fonte di ogni santità, rivolge ad ognuno ed è la vera e piena realizzazione di ciascuno. La nostra Patrona ci fa oggi una precisa consegna: siate santi. Non limitatevi ad ammirarvi, ed osannarmi, siate miei imitatori”.

Nella sua predica il presule ha rimarcato ancora una volta l’importanza della vocazione alla santità. “In questo tempo di grande confusione spirituale – ha detto – è la prima urgenza personale e comunitaria, è l’unico progetto che nessuno può trascurare se vuole realizzarsi. E’ un compito impegnativo e un processo lungo e faticoso, persino doloroso giacché il grande nemico da combattere, il peccato, si annida dovunque, anzitutto nel cuore dell’uomo e da lui si trasferisce e contamina persone, luoghi e strutture. Oggi domina una sorta di pericolosa rassegnazione, di rassegnata impotenza e, tuttavia, guai a quelli che perdono la speranza nell’impegno personale di cambiare il mondo per renderlo più conforme al progetto di Dio e dunque più giusto e fraterno. Possiamo vincere questa sfida non con il terrore e la violenza ma con l’amore e la mitezza dei Santi, e Lucia ci indica la strada da percorrere”.

Presenti, come da tradizione lunga 30 anni (dal terremoto del 1990) i vigili del Fuoco, che hanno presentato un omaggio floreale a Santa Lucia così come l’associazione dei falegnami di Siracusa. A seguire la celebrazione eucaristica, le autorità civili e politiche locali e anche il presidente della Regione Nello Musumeci e l’assessore regionale alla pesca e agricoltura Edy Bandiera. Poi il ritorno dell’urna con le reliquie in cattedrale dove stasera, intorno alle 19, il simulacro verrà riportato all’interno della sua nicchia. Sarà riaperta lunedì 28 dicembre in occasione del maremoto di Messina, al quale Siracusa scampò per intercessione di Santa Lucia.


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