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Siracusa, Patrocinio di Santa Lucia senza processione. L’arcivescovo: “Non siamo abbandonati in balia del maligno”

SIRACUSA – “La testimonianza di fedeltà al vangelo di Santa Lucia ci insegna che nei momenti della prova dobbiamo rimanere fedeli alla santa volontà di Dio, il quale è nostro Padre e certo non ci abbandona in balia del maligno né ci fa mancare il suo aiuto”. Questo uno dei passaggi salienti dell’omelia di monsignor Salvatore Pappalardo durante la Messa del pontificale di questa mattina in Cattedrale. Siracusa ricorda il miracolo del 1646 quando un bastimento carico di grano arrivato in porto sancì la fine della carestia per una città ridotta alla fame. L’intercessione della Patrona, insistentemente invocata e pregata dal popolo, fu determinante in un periodo in cui la comunità era allo stremo. Siracusa si affida a lei anche oggi, al tempo della pandemia da coronavirus, che sta provocando sofferenze in tutto il mondo. La processione che si sarebbe dovuta tenere questa mattina è stata rinviata a settembre (se sarà possibile) e la celebrazione Eucaristica delle 11 si è tenuta a porte chiuse. Presenti soltanto il sindaco Francesco Italia e il presidente della Deputazione della Cappella Pucci Piccione. Accanto all’altare, il simulacro argenteo recentemente restaurato dalla scuola del beato Angelico di Milano. Al termine della Messa è stato portato sul carrello sul sagrato della cattedrale.

“Sono certo – ha detto l’arcivescovo – che non sarà meno sincero lo slancio dei nostri cuori verso di lei, la nostra cara Santa Lucia tanto amata e venerata per la sua testimonianza di fedeltà al Signore fino alla prova suprema del martirio. Ci è giovato questo tempo di pausa forzata per rientrare in noi stessi e sperimentare la precarietà della nostra vita. Abbiamo scoperto di poter fare a meno di tante cose che avevamo stimate come necessarie e indispensabili. Abbiamo imparato – ha aggiunto – a dedicare più attenzione alle relazioni reciproche, valorizzando i sentimenti migliori del nostro animo come quello della solidarietà e della vicinanza ai fratelli in difficoltà e abbiamo anche pregato di più nelle nostre case. Da questa situazione di sofferenza e dalle varie emergenze che si presenteranno alla fine della crisi sanitaria, noi testimoni del Signore Gesù possiamo e dobbiamo trarre profitto per dare un nuovo indirizzo alla nostra vita”.

Parole chiare quelle del Pastore della chiesa siracusana, il quale, prendendo spunto dalla liturgia odierna (con la lettera di San Pietro) ha osservato come “il persecutore del momento presente potrebbe chiamarsi Covid 19, ma non siamo in balia di noi stessi come pecore erranti senza pastore. Gesù si prende cura di noi e ci guida attraverso i sentieri della vita ai pascoli della vera vita, quella eterna. Sta a noi fidarci di Cristo e del suo vangelo come fece Lucia, che ora risplende della luce di Gesù nel Regno dei Cieli e ci segna la strada che anche noi dobbiamo seguire: amare e servire il Signore Gesù in tutte le circostanze della nostra vita, testimoniando sempre la sua carità verso il prossimo più bisognoso di cure fisiche, morali e spirituali”.

Al termine della Messa, monsignor Pappalardo ha consegnato a Pucci Piccione un titolo “che viene dalla Santa Sede, quale segno di riconoscenza verso tutta la deputazione per quello che fa, onorando con il culto Santa Lucia”. E Papa Francesco, durante il Regina Cieli di oggi, ha rivolto anche un pensiero all’associazione Meter di don Fortunato Di Noto, incoraggiando i responsabili e gli operatori a proseguire la loro azione di prevenzione e sensibilizzazione delle coscienze al fianco delle varie agenzie educative. “Ringrazio – ha detto – i bambini dell’associazione che mi hanno inviato un collage con centinaia di margherite colorate da loro”.


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