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Siracusa pronta a riabbracciare Santa Lucia. Festa del patrocinio con processione ma senza botti

SIRACUSA – Processione sì, fuochi d’artificio no. A distanza di due anni e mezzo dall’ultima volta, il simulacro argenteo di Santa Lucia tornerà in strada per effettuare il breve percorso che domenica primo maggio a mezzogiorno lo porterà dalla cattedrale alla chiesa della Badia. Sette giorni, nuovo bagno di folla per un tragitto più lungo per le vie di Ortigia. Ad accompagnarlo le urla “Sarauana jè” dei devoti e le note della banda musicale, ma non i consueti botti che caratterizzano le feste religiose popolari.

“Abbiamo deciso di evitarli – ha detto Pucci Piccione, presidente della deputazione della cappella di Santa Lucia – perché da noi sono sinonimo di festa ma in Ucraina gli stessi rumori significano morte e distruzione. Destineremo quelle somme di denaro alla Caritas diocesana per l’accoglienza dei profughi e all’equipaggio della nave ResQ People per le sue missioni”. Questa mattina ha presentato la festa durante la conferenza stampa in Arcivescovado (vedi foto all’interno) alla quale ha partecipato anche Salvatore Sparatore, tesoriere di una deputazione riconfermata quasi per intero dall’arcivescovo Francesco Lomanto per i prossimi 5 anni (unica variazione Francesca Patti al posto di Antonio Trigila, che ha chiesto di non essere confermato).

Celebrazioni al via sabato 30 aprile con la traslazione (anch’essa pubblica) del simulacro dalla cappella all’altare maggiore tramite apposito carrello gommato. Poi, domenica 1 maggio alle 10 il solenne pontificale presieduto da monsignor Giuseppe La Placa, vescovo di Ragusa e, alle 12, la breve processione in una piazza Duomo che si prevede affollata di fedeli e turisti. Prima dell’arrivo alla chiesa della Badia, tradizionale lancio di colombi a ricordare il miracolo del 1646, quando navi cariche di grano arrivarono in porto a Siracusa, mettendo fine alla grave carestia del tempo. Ad annunciare l’evento l’ingresso in cattedrale di una quaglia che “comunicò” la notizia ai fedeli che pregavano ai piedi di Santa Lucia.

Per tutto l’ottavario, sarà possibile rendere omaggio alla patrona, il cui simulacro, domenica 8 maggio farà ritorno in cattedrale. Processione al via alle 18 (un’ora prima del consueto) con tante soste per consentire ai 48 portatori di rifiatare, visto che il loro sforzo fisico sarà acuito dalla necessità di indossare le mascherine. Il rientro intorno alle 21. Poi la chiusura della cappella.

Tanti gli eventi collaterali dal 2 al 7 maggio: la spiegazione della storia del patrocinio a cura di Lucia Trigilia, la descrizione del quadro del Guinaccia su Santa Lucia che si trova a Pavia, un convegno dibattito su economia e solidarietà a cura di don Rosario Lo Bello e Camilla Fortunati, la presentazione del parco culturale ecclesiale e un convegno su suor Chiara Di Mauro. Ci sarà anche la possibilità di visitare una mostra, curata dall’artista Piero Marchese (che ha realizzato la statua di Archimede) e dal maestro orafo Carlo Izzo, i quali doneranno una medaglia scultorea che sarà posta sul simulacro.

“La scultura – ha detto Izzo – è composta da una base interamente realizzata a mano in argento 925 sulla quale sono incastonati 5 carati di smeraldi naturali. La base rappresenta l’esplosione di una molecola di Covid. È un messaggio che rivolgiamo alla nostra patrona, ringraziandola per la sua intercessione che ci ha portato a superare la fase più acuta del Covid. Nella parte superiore è piazzata una croce realizzata in argento e nell’intersezione centrale delle braccia è riposta la medaglia”.


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