Cronaca

Siracusa, sequestrati a imprenditore beni per 1,5 milioni: anche un ristorante a Noto e una cooperativa sociale

SIRACUSA – La Guardia di Finanza di Siracusa ha eseguito una misura di prevenzione patrimoniale sui beni immobili, mobili, attività commerciali, quote societarie e rapporti finanziari di un imprenditore siracusano, L.D.N. di 58 anni, e dei suoi familiari nel tempo conviventi, ritenuto “di spiccata ed attuale pericolosità sociale”. Il valore complessivo dei beni sottoposti a vincolo cautelare è stato prudenzialmente stimato per oltre 1,5 milioni di euro.

Il provvedimento è stato disposto, ai sensi della normativa sulle misure di prevenzione, dal Tribunale di Siracusa a seguito di specifica richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica, nella persona del procuratore capo dott. Francesco Paolo Giordano e del sostituto dott. Davide Lucignani.

L’attività repressiva è giunta al termine di indagini eseguite dal Nucleo di polizia tributaria a contrasto della presunta “illecita accumulazione di patrimoni da parte di persone connotate da pericolosità economico-finanziaria“. Secondo quanto reso noto dalle Fiamme Gialle, l’uomo è stato più volte deferito all’autorità giudiziaria e condannato dal Tribunale di Siracusa per la commissione di diversi reati, tra cui lo spaccio di sostanze stupefacenti.

Più recentemente, nell’aprile del 2016, nell’ambito dell’operazione “Walking cards” è stato sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere, con l’accusa di aver partecipato ad un’associazione per delinquere finalizzata alla clonazione di carte di credito.

Inoltre, sulla base di specifica delega della Procura, i finanzieri aretusei hanno proceduto allo sviluppo della posizione economica patrimoniale dell’imprenditore e del suo nucleo familiare, nonché delle società nelle quali l’uomo risultava avere delle cointeressenze. Al termine dell’attività, è emerso che, in correlazione temporale rispetto al periodo in cui il soggetto siracusano ha commesso i reati per i quali è stato condannato in via definitiva, si sarebbe verificato un rilevante incremento patrimoniale e che sussisteva netta sproporzione fra il valore dei beni acquisiti e quanto dichiarato ai fini delle imposte, ed all’attività economica esercitata.

Tra i beni sequestrati figura anche un ristorante nel centro storico di Noto, in luogo di prestigio, due abitazioni ed una cooperativa sociale, che si occupa di un pensionato geriatrico, conti correnti bancari e numerosi automezzi. Secondo quanto comunicato dalla Guardia di Finanza, si tratta di “una misura di prevenzione patrimoniale finalizzata a colpire la abitualità criminale e pericolosità sociale c.d. “comune” del soggetto, allo scopo di neutralizzarne la riconosciuta attitudine a porre in essere condotte illecite, laddove si preveda, con ragionevole grado di probabilità, che il medesimo continuerà ad adottare tali condotte”.


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