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Siracusa, “Sistema Siracusa” e la criminalità organizzata al centro della visita della commissione regionale antimafia

SIRACUSA – Il “Sistema Siracusa” e le recenti indagini sulla criminalità organizzata che hanno svolto le forze dell’ordine sono stati oggetto della visita della commissione regionale Antimafia a Siracusa.

La Commissione presieduta dal deputato regionale Claudio Fava ha audito il prefetto di Siracusa Giuseppe Castaldo, i vertici provinciali delle forze dell’ordine e il procuratore capo della Repubblica Francesco Paolo Giordano.

“Ritengo che non ci sia territorio siciliano che si possa ritenere sollevato da questa urgenza – ha dichiarato il presidente della commissione regionale Antimafia, Claudio Fava –, da questa emergenza di cui abbiamo la presenza fattiva e concreta di alcune famiglie che continuano a condizionare le attività economica del territorio. L’inchiesta di questi giorni sul mercato ortofrutticolo che chiama in campo la famiglia Giuliano. Il capo famiglia Salvatore Giuliano dopo che dopo 21 anni di reclusione ritiene di potere sia di condizionare i processi elettorali come è avvenuto a Pachino, sia potere imporre con la propria azienda “La Fenice” il controllo sostanziale di uno dei poli economici più importanti e più significativi della provincia”.

“Non è un caso isolato – ha aggiunto Fava – la famiglia Crapula ad Avola, due aziende che hanno subìto l’interdittiva. Cioè c’è un recupero di protagonismo economico criminale da parte di alcune famiglie. Un clima di pax mafiosa che garantisce la capacità di muoversi abbastanza bene. Una sorta di federazione in cui si cerca di intercettare ogni spesa pubblica e di condividerla con tutte le famiglie. Un collegamento molto solido con storiche famiglie mafiose di Catania e penso alla famiglia Cappello, alla famiglia Santapaola, famiglia Ercolano. Tutto questo in presenza anche di una vicenda che ha riguardato gli uffici giudiziari di Siracusa che è grave, preoccupante perché avere avuto questo sistema d’affari contiguo nella Procura, punto di riferimento come è stato acclarato dalle indagini certo non ha aiutato tutti gli altri aspetti investigativi. Ecco sono due elementi di una emergenza e una preoccupazione che questa commissione sente che ha condiviso con i rappresentanti delle forze dell’ordine, la Prefettura, il Procuratore della Repubblica e quindi tocca lavorare”.


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