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Siracusa, vicenda Casa del pellegrino finisce al Cga. Don Russo: “Il sindaco si accanisce contro il Santuario”

SIRACUSA – Ricorso al Cga contro la decisione del Tar di restituire la “Casa del pellegrino” al Comune di Siracusa, proprietario dell’immobile. Prosegue la battaglia giudiziaria tra la Basilica Santuario Madonna delle Lacrime (gestore della struttura) e Palazzo Vermexio.

L’ultima parola sull’intricata vicenda spetterà al Consiglio di giustizia amministrativa di Palermo, che dovrà decidere se annullare la sentenza con cui il tribunale etneo ha rigettato, due mesi fa, il ricorso presentato dall’ente ecclesiastico contro la decisione dell’amministrazione comunale di dichiarare decaduto il contratto di comodato d’uso stipulato del 1997 e che sarebbe scaduto nel 2047. Un braccio di ferro cominciato a marzo 2020 quando il Comune di Siracusa ha notificato l’avvio di un procedimento di revoca e decadenza della convenzione originale, contestando “presunte violazioni ed inadempienze addebitabili al Santuario”. La principale: il Santuario avrebbe “ceduto a terzi” il comodato e la disponibilità dell’uso dell’immobile, variandone anche la destinazione d’uso. E il Tar ha convenuto con quanto sostenuto dall’ente pubblico.

Una decisione che il rettore del Santuario, don Aurelio Russo non ha proprio digerito, esternando, al termine della messa vespertina di Capodanno, tutta la sua delusione per quanto avvenuto. “Mi amareggia – ha detto il sacerdote dall’altare – che un sindaco possa accanirsi contro una Basilica così importante, visitata annualmente da migliaia di fedeli. Qui arrivano pellegrini da tutto il mondo e il primo cittadino non ci mette nelle condizioni di accoglierli in una struttura costruita a questo scopo. Avremmo ospitato volentieri un uomo venuto dal Brasile per ringraziare la Madonna delle Lacrime, che ha esaudito la sua richiesta di guarire la figlia colpita da un tumore al cervelletto. Purtroppo però non è stato possibile”. Fin qui le sue parole rivolte ai fedeli.

Don Aurelio, però, ha rincarato la dose, seppur non dal pulpito, affermando che “dal 1953, anno in cui la Madonna ha versato lacrime umane, è la prima amministrazione comunale che si pone contro la missione del Santuario, che è a servizio della Madonna delle Lacrime e della città di Siracusa”.


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