Cronaca

Siracusa, videosorveglianza anti-discariche su provinciale per Canicattini Bagni: 24 denunciati e 162 multati

SIRACUSA – I finanzieri del comando provinciale di Siracusa hanno recentemente concluso un’indagine in materia ambientale, nell’ambito dell’operazione chiamata “Trash“, volta all’individuazione delle responsabilità per l’abbandono di rifiuti lungo la strada provinciale 14, arteria trafficata di collegamento tra i comuni di Siracusa e Canicattini Bagni.

Al termine delle operazioni sono stati denunciati all’autorità giudiziaria aretusea 24 soggetti e sanzionati amministrativamente altri 162 per le violazioni alla normativa ambientale con la conseguente comunicazione al Libero Consorzio comunale di Siracusa di sanzioni pecuniarie per circa 170 mila euro.

L’attività nasce dalla segnalazione di un cittadino che ha denunciato l’abbandono di una montagna di rifiuti in contrada Serramendola: nelle diverse ore del giorno e della notte, i baschi verdi della locale compagnia hanno monitorato numerosi soggetti che, accostandosi sul ciglio della strada, contribuivano al degrado del territorio e dell’ambiente. Le investigazioni, eseguite sotto l’egida della Procura della Repubblica di Siracusa, si sono incentrate anche sulla visione delle immagini di una telecamera di videosorveglianza appositamente installata in loco.

Dalla visione dei filmati, è stato riscontrato “l’abbandono di ingenti quantità di rifiuti speciali da parte di diverse aziende operanti nel circondario”. La fattispecie è penalmente sanzionata dal Testo unico ambientale (D. lgs. 152/06) con l’arresto fino a un anno e multe fino ad un massimo di 26 mila euro. I responsabili sono stati pertanto deferiti all’autorità giudiziaria per le proprie, specifiche responsabilità.

Gli strumenti video hanno però ripreso anche il rilascio di spazzatura da parte di privati cittadini che, individuati tramite le targhe delle autovetture, sono stati convocati presso gli uffici dei militari, ammettendo le proprie responsabilità nel corso delle loro audizioni. Per costoro sono scattate le sanzioni amministrative previste dallo stesso Testo unico, che variano da un minimo di 300 fino a 3 mila euro nei casi più gravi.


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