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Siracusa, visitare la città del mito e della storia

SIRACUSA – Probabilmente a ispirare i suoi idilli e le sue composizioni bucoliche, furono i paesaggi che scorgeva guardando fuori dalla sua finestra. Luoghi che erano profumati di mare, inebriati dalla storia e accarezzati dal vento. Teocrito, considerato uno degli autori più influenti in epoca pre-cristiana, deve i suoi natali a Siracusa, città nata per volere dei Corinzi e trasformata in culla di storia, archeologia e sapere. Perché se Teocrito fu l’inventore della poesia bucolica, Archimede fu il re delle leve e della fisica, di cui dettò le regole per infiniti secoli a divenire.

Conoscere Siracusa è come immergersi in un passato che trae dal presente la sua forza innovatrice. Nulla in questa città baciata dal mare e che guarda alla costa sud-orientale dell’isola siciliana è lasciato al caso. Anche il solo raggiungerla via mare, sfruttando la brezza che si respira dai traghetti che costantemente viaggiano collegando la Sicilia all’Italia, è un’esperienza unica.

Perché già dal porto grande, accanto a navi da crociera e imbarcazioni da diporto, si scorge la storia. Se infatti nel porto più esteso ancora si assiste alla vita economica della città, è in quello piccolo che si ricordano i fasti del passato quando i popoli che si affacciavano sul Mediterraneo raggiungevano Siracusa per effervescenti scambi commerciali. È lì che si osservano le banchine in marmo chiaro, emblemi di contrattazioni passate. Siracusa è un mix di storia e archeologia ottenuta dalla mano della natura, che ha scavato tra folte vegetazioni e boschi, grotte che conservano l’impronta del passato.

Passato che si respira nel tempio dedicato al dio del sole, Apollo. Uno spazio che è visitabile senza limitazioni orarie perché qui, non c’è da rispettare un orario di apertura o chiusura ma solo assecondare la voglia di conoscenza. Il tempio di cui restano le solide basi architettoniche, non è lontana dalla fontana di Diana, nome che rievoca la bellissima divinità della caccia che che conquista la piazza in cui si erge maestosa. Ed è come se un filo retto dalle divinità olimpiche greche guidi il curioso tra le vie della città. Perché, non lontano dalla fontana, ci si imbatte nelle colonne doriche dell’antico tempio di Atena che ricordano il passato ellenico seppur immerso in quello cattolico cristiano. Le colonne, difatti, ormai appartengono al Duomo dedicato alla natività della vergine santa.

La chiesa, tra le più belle al mondo, si trova sull’isola di Ortigia – a cui è dedicato anche un festival del cinema d’autore che si celebra nel mese di luglio – e maestoso si staglia verso il cielo inglobando gli stili barocco e rococò. Al suo interno, invece, ci sono i segni dell’epoca siceliota – perché risalgono al tempio greco di Minerva – e dell’epoca medievale, che si spalmano su diverse navate e cappelle dallo stile classico e decorato.

Se ci si allontana di poco dal centro abitato, si possono scorgere nei tanti parchi archeologici, dal Parco archeologico della Neapolis al Teatro Greco, celebre anche per i cicli delle rappresentazioni classiche, le modalità che la natura ha seguito per disegnare grotte e caverne per poi circondarle di vegetazioni folte e autoctone e riempirle delle tracce della storia, grazie agli innumerevoli reperti archeologici – come le antiche macine da molitura – che rendono viva una storia passata.

Siracusa però è anche movida con gli innumerevoli locali, bar, pub e ristoranti, che hanno trovato soprattutto in Ortigia una culla ideale. Ma quest’ulteriore attrattore turistico meriterebbe un capitolo a sé.


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