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Trasferimento dell’Annunciazione di Antonello da Messina a Palazzolo, dichiarazione di Ezechia Paolo Reale

reale ezechia

Il portavoce del movimento Progetto Siracusa Ezechia Paolo Reale  interviene sul trasferimento temporaneo dell’Annunciazione di Antonello da Messina a Palazzolo dichiara: “Non è nostra intenzione censurare le scelte politiche relative alla fruizione dei beni culturali sul territorio e non crediamo che sia solo il capriccio di un assessore o di un deputato a poter privare una Galleria, come quella di Palazzo Bellomo di Siracusa, di uno dei principali beni pittorici della sua sezione espositiva come l’Annunciazione di Antonello da Messina, proprio nei mesi (giugno-agosto) di maggiore affluenza turistica a Siracusa. Il trasferimento temporaneo dell’opera rientrerà certamente in un accurato programma e sarà anche frutto di una scelta politica ponderata ma, tecnicamente, ci permettiamo di chiedere su tale scelta un’attenta riflessione al Soprintendente Rosalba Panvini, affinchè verifichi con scrupolo le condizioni di sicurezza del dipinto, non solo nella fase del suo trasporto ma, ancor più, nella sede della sua esposizione temporanea, sapendo già che stiamo parlando di uno dei più fragili e, al tempo stesso, unici elementi della collezione della Galleria Museale. Siamo convinti che lo scambio tra poli museali possa solo arricchire l’offerta culturale della provincia ma – aggiunge -, in questo caso, non possiamo non ricordare che l’opera di cui si parla costituisce uno dei beni essenziali della Galleria di Palazzo Bellomo. Al rientro dal delicatissimo restauro, nel 2007, per opera del prof . Giuseppe Basile dell’Istituto Superiore Conservazione e Restauro di Roma, nel 2007, l’opera venne accompagnata da un documento di prevenzione del degrado che, date le sue condizioni di estrema fragilità, richiedeva che l’opera non potesse essere spostata, se non per inderogabili e impellenti motivi. L’Annunciazione di Antonello al Bellomo di Siracusa è stata appositamente conservata in una struttura di acciaio ancorata al pavimento e schermata da una ampia vetrata, appositamente creata per la massima tutela, conservazione e protezione del dipinto, in una condizione climatica e di illuminazione ideale difficilmente riproducibile sia durante il trasporto che a Palazzo Cappellani”.

 


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