Politica

Atto intimidatorio nei confronti della consigliera Princiotta, solidarietà da parte dell’On. Zappulla e dall’Avv. Ezechia Paolo Reale

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Siracusa – Sull’ennesimo atto intimidatorio nei confronti della consigliera Simona Princiotta si registrano le prime posizioni di solidarietà nei confronti della consigliera. Il deputato nazionale del Pd Pippo Zappulla dichiara:   “Non bisogna essere particolarmente arguti per capire il collegamento tra le recenti vicende giudiziarie, con il clima incandescente, e l’ennesimo vile atto intimidatorio direttamente riconducibile alla consigliera del Pd, Simona Princiotta. Voglio ribadire la mia vicinanza personale e politica a Simona e al contempo auspico che finalmente si alzi forte e convinto il sostegno unitario di tutte le forze politiche e sociali della città.  Perché si possono condividere o meno i toni, ma è indubbio che le iniziative assunte da Simona Princiotta puntano ad affermare la cultura e la pratica della legalità e della trasparenza”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il portavoce del movimento Progetto Siracusa Ezechia Paolo Reale. “Vogliamo dire forte e chiaro a chi con la violenza tenta di sopprimere le libertà che Simona non è sola. Certo non condividiamo tutte le sua scelte, ma siamo incondizionatamente al suo fianco nelle sue coraggiose richieste di fare luce e chiarezza su alcuni aspetti della gestione del Comune che appaiono torbidi. Da sempre Progetto Siracusa porta avanti, tra mille difficoltà ed ostacoli, la sua battaglia per ottenere risposte su alcune anomalie rilevate nelle assegnazioni di contributi e servizi.  Continueremo con maggiore forza e determinazione, sperando che questo possa anche essere di conforto a Simona che nel suo partito sembra trovare ostacoli, e non supporto.  La nostra non è una solidarietà di facciata, ma un impegno preciso. Già nell’agosto dello scorso anno con il nostro consigliere Salvo Sorbello siamo stati i soli ad esprimere solidarietà a Simona Princiotta – aggiunge Reale -, in occasione dell’attentato precedente. Per quanto riguarda questo nuovo vile attentato, ora la parola passa agli organi inquirenti. Lunghe indagini relative al primo attentato hanno permesso di accertare chi non ne era responsabile. Non basta: bisogna sapere chi è il responsabile di tali gesti e chi ne è il mandante. L’incendio di autovetture di rappresentanti politici nella provincia di Siracusa non è un fatto nuovo, ma mai si è giunti all’identificazione di un responsabile. Non vorremmo che si sottovalutasse un fenomeno così odioso che mira ad estirpare le radici della libertà con l’intimidazione ad un rappresentante della comunità eletto dai cittadini. Siracusa non merita questa barbarie”.


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