Cronaca

Avola, sgominata gang giovanile: sette arresti e armi da guerra sequestrate

AVOLA – Sette giovani destinatari di misura cautelare in carcere, armi da guerra sequestrate e un presunto gruppo criminale ritenuto responsabile di spaccio di droga, spedizioni punitive, e introduzione di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti nel carcere di Cavadonna. È il bilancio di una vasta operazione della Polizia di Stato eseguita alle prime ore dell’alba di oggi ad Avola, al termine di un’articolata indagine coordinata dalla Procura di Siracusa.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere ha riguardato sette giovani di età compresa tra 19 e 24 anni, tutti residenti ad Avola, indagati a vario titolo per detenzione e porto abusivo di armi da guerra e clandestine, lesioni personali e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. Al termine dell’operazione, sei dei sette destinatari dell’ordinanza sono stati trasferiti nel carcere di Cavadonna. Un settimo indagato, ventiduenne, era già detenuto nell’ambito della medesima attività investigativa e ha ricevuto la notifica del nuovo provvedimento direttamente in istituto penitenziario.

L’operazione è stata condotta dagli agenti della Squadra mobile di Siracusa e del Commissariato di pubblica sicurezza di Avola, con il supporto del personale della Polizia penitenziaria della casa circondariale di Siracusa, delle unità cinofile e dei Reparti prevenzione crimine di Catania e Palermo.

Secondo quanto reso noto dalla Questura, l’attività investigativa è stata avviata all’inizio del 2025 e si è sviluppata attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, attività di osservazione e sistemi di videosorveglianza. Le indagini avrebbero consentito di ricostruire l’esistenza di “uno strutturato e stabile gruppo criminale di giovani ragazzi italiani“, tutti di età inferiore ai trent’anni. Gli investigatori contestano agli indagati una serie di condotte violente finalizzate ad affermare il predominio sul territorio avolese nei confronti di gruppi rivali o di persone individuate come avversari.

Secondo l’ipotesi accusatoria, il gruppo si sarebbe reso protagonista di “vere e proprie spedizioni punitive armate nei confronti dei gruppi rivali o di semplici avversari di volta in volta individuati, con il dichiarato intento di affermare la propria supremazia criminale sul territorio avolese“.

La Questura evidenzia come l’intervento tempestivo della Polizia abbia consentito in più occasioni di prevenire aggressioni che avrebbero potuto avere conseguenze particolarmente gravi. Nel corso delle indagini sono stati infatti sequestrati diversi armamenti prima che venissero utilizzati.

Tra gli episodi documentati figura l’arresto, avvenuto nell’agosto 2025 in un noto locale della costa siracusana, di un ventunenne appartenente al gruppo. Il giovane sarebbe stato bloccato dagli agenti mentre, armato di una pistola a salve modificata, si accingeva a raggiungere due coetanei con i quali aveva avuto poco prima una discussione.

Un altro intervento risale all’aprile 2025, quando ad Avola furono sequestrati numerosi oggetti ritenuti destinati a un’aggressione nei confronti di un giovane di Pachino: tra il materiale rinvenuto figuravano mazze, bastoni, uno sfollagente e passamontagna.

Tra gli sviluppi più rilevanti dell’indagine vi è il sequestro di armi da guerra avvenuto, nel settembre 2025, in una cascina situata in contrada Falconara, nel territorio di Noto. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la struttura sarebbe stata utilizzata come deposito comune dal gruppo. In quell’occasione furono arrestati tre presunti componenti della banda subito dopo avere occultato all’interno dell’immobile diverse armi, successivamente sequestrate dagli agenti. Tra queste figuravano un fucile AK-47, una pistola mitragliatrice MP40 e numerose munizioni.

L’attività investigativa, svolta anche con il contributo della Polizia penitenziaria, avrebbe inoltre documentato la forte coesione interna al gruppo. Secondo quanto emerso, i sodali rimasti in libertà si sarebbero attivati per fare arrivare droga e telefoni cellulari ai componenti detenuti nella casa circondariale di Cavadonna, mantenendo così i contatti e il coordinamento del gruppo anche durante la detenzione.

Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori figurano anche numerosi contenuti pubblicati sui social network. Secondo la Questura, foto e video diffusi dagli indagati mostrerebbero armi da fuoco e prove di tiro, pubblicate con atteggiamenti ritenuti dagli investigatori indicativi della volontà di ostentare forza e appartenenza al gruppo.

Nel corso delle più recenti perquisizioni eseguite contestualmente agli arresti, gli agenti hanno inoltre sequestrato telefoni cellulari, dispositivi elettronici e circa 4.500 euro in contanti.


La Gazzetta Siracusana su facebook

LE CITTÀ DEL NETWORK

Copyright © 2026 La Gazzetta Siracusana.it
Progetto editoriale a carattere periodico registrato al ROC (AGCOM) con n. 25784
Direttore responsabile: Cecilia Casole
PF Editore di Forestiere Pietro - P. IVA 01864170897

Copyright © 2016/2026 PF Editore

In alto