Politica

Avola, ‘Tutti a t’Avola’, prosciolto il sindaco Cannata. “Sono tra i sindaci più controllati. Magari dò fastidio…”

AVOLA – “Dopo quasi due anni, giustizia è fatta. Avevo detto fin dall’inizio di aver lavorato solo per la mia città nel rispetto delle norme. Adesso, certo, resta l’amarezza per aver subito anni di gogna mediatica”. Queste le prime parole del sindaco di Avola, Luca Cannata (nella foto di repertorio), dopo la sentenza di non luogo a procedere nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria “Tutti a t’Avola“.

Il Gup di Siracusa ha infatti così deciso, come richiesto anche dall’accusa, con il proscioglimento del primo cittadino di Avola e di altri quattro soggetti coinvolti nell’inchiesta per la quale a carico degli indagati, a vario titolo, si sono ipotizzati i reati di truffa, turbativa d’asta, turbata libertà degli incanti e falso ideologico. Sentenza di non luogo a procedere anche per Pietro Argentino, Simona Loreto, Corrado Di Stefano e Giovanna Zocco. Assoluzione per Salvatore Galioto. Rinvio a giudizio per gli altri undici indagati.

Ringraziando coloro che in questi anni gli hanno dimostrato vicinanza, Luca Cannata augura “agli imputati rinviati a giudizio di dimostrare la propria innocenza in ogni sede”, undici come detto.

Ieri sera, il sindaco Cannata ha visto chiudersi anche questa indagine a suo carico con il proscioglimento in udienza preliminare da ogni ipotesi di reato: “Sono stato indagato per un sms di buon natale e una telefonata al Genio civile per informazioni sulla realizzazione di un’opera pubblica – ribadisce – Ho avuto fiducia nelle istituzioni e nella giustizia e il tempo mi ha dato ragione, ma non auguro a nessuno di subire quello che ho dovuto provare io in questi anni. Mi sono sentito accusato di una serie di reati e di un presunto commissariamento per mafia. Sono state gettate ombre sulla mia amministrazione quando invece ho governato esclusivamente per il bene di Avola”.

Il riferimento è al passato rischio per il Comune del commissariamento per presunte infiltrazioni mafiose, fugato il 30 gennaio scorso quando il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese ha firmato il decreto che ha chiuso il procedimento avviato nei confronti del Comune otto mesi prima, sancendo che “non sussistono i presupposti per lo scioglimento o l’adozione di altri provvedimenti”.

“Ribadisco quanto dichiarato lo scorso febbraio – aggiunge il sindaco Cannata – È stata dimostrata, ancora una volta, la massima trasparenza con cui ho sempre amministrato, affermando il principio basilare secondo cui la politica deve essere capace di dare risposte ai cittadini, rispettando le regole e le leggi, facendo sentire, ove occorra, le ragioni della correttezza del proprio operato per il bene comune”.

“È la mia terza assoluzione da quando faccio il sindaco – sottolinea – Sono sicuramente tra i sindaci più controllati, sottoposto a ogni tipo di indagine nella storia della città. Magari dò fastidio perché il mio consenso nasce dalla politica dei fatti e dunque da un voto di opinione diffuso e da un’immagine di persona competente e concreta che qualcuno ha cercato di infangare, ma ancora una volta è emersa l’onestà della mia azione amministrativa. La fede in Dio e i miei valori da scout mi hanno aiutato a seguire l’insegnamento di Maria che è guida di verità e vita”.


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