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Catania-Ragusa, Falcone ai sindaci in protesta: “Regione pronta a costruirla a totale carico del pubblico. Perché aspettare?”

SIRACUSA – “Ci stranizza alquanto la presa di posizione dei sindaci del territorio riguardo il ruolo giocato dalla Regione siciliana sulla vicenda della Catania-Ragusa. Eravamo fermi all’annuncio di fine 2018 degli stessi sindaci assieme al ministro Lezzi, diffuso sui giornali e con tanto di video su Facebook, secondo cui non vi era ormai nessun problema per realizzare l’opera”. L’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone replica così alle parole dei sindaci (di Francofonte, Lentini, Carlentini, Chiaramonte Gulfi, Licodia Eubea e Vizzini) che si sono ritrovati a protestare sabato mattina lungo la statale 194 per rivendicare la realizzazione del raddoppio della Catania-Ragusa.

“Dopo il loro video – ricorda l’assessore – c’è stato il Cipe che ha sospeso il giudizio e rinviato tutto per approfondimenti. Trascorsi però ulteriori tre mesi, di fronte al perdurare dell’immobilismo, due settimane fa siamo andati a Roma per capire quali ostacoli rimanessero. In quell’incontro, purtroppo, sembrava di essere a una partita di Monopoli e che si fosse tornati punto e accapo. Il Governo nazionale ha manifestato tutti i propri dubbi sul proponente concessionario, l’ultima volta durante un’ulteriore riunione di giovedì scorso”.

Falcone intende mettere così tutti i tasselli in ordine, sottolineando come la Regione non si sia risparmiata: “A quel punto, in quella sede, abbiamo voluto scandire tutte le iniziative della Regione tese a costruire un’opera per noi strategica: la conferma delle risorse in conto capitale, la disponibilità di risorse dalla spesa corrente per abbattere il pedaggio ed, eventualmente, anche la discesa in campo del Cas per rafforzare la compagine societaria. Malgrado tale ampia e fattuale disponibilità del Governo Musumeci, Roma ritiene ancora che la proposta del privato non sia sostenibile. Per sbloccare un impasse, ci siamo spinti, allora, a proporre la riprogrammazione di circa 450 milioni di euro per costruire la Catania-Ragusa a totale carico del pubblico. A una condizione però: che il Governo nazionale risolvesse il contratto con il privato, facendoci utilizzare il progetto della strada ancorché non sia ancora esecutivo”.

L’assessore regionale alle Infrastrutture, quindi, tira le somme e pone precise questioni: “Tutte queste iniziative sono state attuate per sbloccare l’opera ed evitare l’insorgere dei contenziosi. Ecco perché l’inaspettata presa di posizione dei sindaci ci appare speciosa e con un pizzico di mala fede. Erano stati loro, assieme al ministro Lezzi, a darci la buona notizia, eppure sono passati quasi quattro mesi. Siano allora i sindaci a dirci la verità: perché il progetto della Catania-Ragusa ancora non viene approvato? Quali sono i veri rapporti tra loro, il concessionario proponente e il ministro Lezzi? Cosa c’è da aspettare ancora? Il Governo Musumeci, da mesi e con progetti alla mano, lavora per costruire la Catania-Ragusa. Siamo in attesa, ma non vorremmo che questo stallo si prolungasse per altri dieci anni”.

(Nella foto: tratto della statale 194 all’altezza di Lentini)


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