Politica

Depuratore Ias, interrogazione di Nicita al Senato per nuova governance e prospettiva dissalazione

 SIRACUSA – I fari della politica nazionale restano accesi sul futuro del depuratore consortile Ias di Priolo Gargallo, dove vengono convogliati i fanghi industriali del polo petrolchimico e i reflui urbani dei comuni di Priolo e Melilli. L’impianto è in funzione ma sotto amministrazione giudiziaria perché sequestrato dal giugno 2022, ossia dall’indagine che vede indagati i vertici di Ias e delle grandi industrie per disastro ambientale.

Il senatore siracusano Antonio Nicita, commissario provinciale del Partito democratico, ha presentato un’interrogazione a risposta orale in ottava commissione al Senato, rivolta al ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin e al ministro delle imprese Adolfo Urso.

Riportiamo integralmente qui di seguito il testo dell’interrogazione parlamentare.

Premesso che le recenti vicende giudiziarie e amministrative che riguardano una parte rilevante e strategica del Polo industriale siracusano – il depuratore Ias – costituiscono l’occasione urgente per la definizione di una strategia multidimensionale che ne garantisca il futuro in un quadro di transizione energetica ed ecologica, sostenibilità ambientale, tutela della salute, rilancio dell’occupazione, riqualificazione dei lavoratori, bonifica e riconversione industriale;

il Polo industriale siracusano dispone di un sistema infrastrutturato e interdipendente, con capacità e competenze particolarmente idonee allo sviluppo di un polo mediterraneo dell’idrogeno collegato con altri siti strategici siciliani (Termini Imerese e Gela). Esso, inoltre, è uno dei principali siti di emissione antropogenica di CO2 e, dunque, la sua riconversione – assieme alla riqualificazione dei lavoratori – si pone come strategica anche nel quadro di un piano nazionale per il clima e per la riduzione delle emissioni di gas climalteranti. La scala e la dimensione temporale degli investimenti necessari sono tali da richiedere forti e non più rinviabili investimenti strategici, cooperazione pubblico-privato, confronto sinergico con i lavoratori;

la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 105 del 2024, ha dichiarato la parziale illegittimità dell’articolo 104-bis, comma 1-bis, quinto periodo, delle norme di attuazione del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che le misure ivi indicate si applichino per un periodo di tempo non superiore a trentasei mesi (termine ritenuto congruo sulla base del precedente Ilva).

Tutto ciò premesso, si chiede di sapere se il Governo intenda procedere ad una riformulazione dell’articolo 104-bis delle norme di attuazione del codice di procedura penale recependo le disposizioni della Corte Costituzionale, in particolare imponendo un termine massimo di consultazione delle misure prescrittive per impianti sotto sequestro giudiziario fino a sei mesi e un termine massimo di operatività degli impianti di 36 mesi;

se intenda riesaminare e modificare il Dpcm 3 febbraio 2023 che qualificava l’impianto di depurazione consortile gestito da Ias Spa, sito in Priolo Gargallo, ed altri, come infrastrutture necessarie ad assicurare la continuità produttiva degli stabilimenti della società Isab, estendendo tale condizione agli impianti, e alle relative condotte, dei grandi utenti la cui attività di depurazione è co-essenziale al funzionamento dell’Ias e, quindi, di Isab;

se intenda riesaminare e, conseguentemente, modificare il decreto interministeriale del 12 settembre 2023 in modo da assorbire integralmente le osservazioni della magistratura, definendo, d’intesa con la Regione, le risorse immediatamente disponibili, un cronoprogramma verificabile degli investimenti – ivi incluso il termine massimo di operatività degli impianti di cui alla decisione della Corte – un credibile un monitoraggio quotidiano effettivo, un sistema replicabile, di controlli umani e automatici, che sia efficace e bilanciato su parametri certi e definiti con criteri condivisi e pienamente rispettosi della legislazione vigente, previa consultazione con tutti gli enti e i soggetti eleggibili;

se intenda conseguentemente, definire per Ias Spa una nuova e semplificata struttura di Governance, con meccanismi di controllo rafforzati e garanzie di economicità nella gestione, assegnando alla medesima Ias nuovi ruoli prospettici e nuovi finanziamenti per procedere verso una strategia di diversificazione nel campo della desalinizzazione delle acque marine nella prospettiva di liberare le risorse idriche attualmente usate dalle industrie per altri usi“.


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