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Floridia, il semiologo Salvo Sequenzia pubblica una ricerca sullo “Stemma Danieli”

FLORIDIA – Una complessa ricerca del semiologo Salvo Sequenzia, pubblicata nel numero di marzo della rivista Nuovi Segni, fa luce sulla storia della “prima casa” di Floridia, ubicata in via Roma nel centro storico cittadino, e sullo stemma posto nella parete sinistra della sua facciata. Lo studio, dal titolo “Per una ricontestualizzazione dello ‘stemma Danieli’ di Floridia”, ripercorre le vicende della “casa di fondazione” risalente, secondo gli studiosi locali, alla nascita del borgo concessa con la licentia populandi del 31 marzo 1627 dal Vicerè Tavara a

Don Lucio Bonanno e Colonna, primo barone di Floridia. Sequenzia per la sua ricerca ha utilizzato la metodologia della “cross examination” tipica dell’indagine giuridico-investigativa, che consiste nel confronto e nel contro-esame delle fonti storiche. Dal serrato contro-esame condotto, il semiologo floridiano confuta le affermazioni degli storici locali Curcio e Guardo, sostenitori della tesi che la casa sia coeva alla nascita del borgo. Sequenzia, infatti, giunge alla conclusione che la casa di via Roma non può risalire al 1627 in quanto, come attestano storici precedenti quali Mongitore e Amico e come si legge nei censimenti governativi ed ecclesiastici riguardanti i borghi colpiti dal terremoto del Val di Noto del 1693, Floridia viene dichiarata «interamente rasa al suolo». Se nessun edificio scampò al disastro, se ne deduce che la casa di via Roma fu edificata dopo il terremoto del 1693. Un’altra scoperta di Sequenzia riguarda lo stemma presente sulla facciata della casa. La tradizione orale e gli storici sino ad oggi hanno attribuito lo stemma al casato dei Bonanno, fondatori del borgo. Lo stemma araldico dei Bonanno raffigura il celeberrimo gatto nero passante sormontato dalla corona baronale e dalla scritta “neque sol per diem, neque luna per noctem”. Lo stemma sulla facciata, invece, ad una attenta analisi epigrafica ed iconografica, rappresenta un agnello pasquale seduto, reggente una tragula con un vessillo bifido e un cintolo d’oro.

Tale stemma, oltre a rappresentare il nobile casato dei Danieli di Canicattini Bagni, all’origine rappresentava le insegne di uno degli ordini cavallereschi più antichi della Sicilia, risalente al 1088 e al Re Ruggero il Conquistatore. Di tale onorificenza fu insignito il primo proprietario del feudo di Xiridia, il cavaliere navarrese Gil De Asiain, come hanno attestato gli studi della medievista Laura Sciascia e dello stesso Sequenzia. Inoltre, l’analisi dello stemma in questione ha rivelato un’altra singolarità. Mentre la parte superiore di esso, raffigurante l’agnello pasquale ed il vessillo, rivela una esecuzione raffinata e colta riconducibile al XIV – XV, la parte inferiore, che reca l’incisione “ANTONINUS ANGELLO AEDIFICAVIT ANNO DOMINI 1627”, rivela una esecuzione rozza ed incolta, come si può ben evincere dalla sgrammaticatura latina di “Angello” al posto del corretto “Agnellus”, dall’inversione della consonante g con la n, tipica del linguaggio popolare, e dalla data, scritta in cifre arabe e non nella più corretta cifratura latina come richiederebbe lo stile epigrafico. Sequenzia giunge alla conclusione che lo stemma di via Roma risulta essere composto da due parti realizzate da maestranze diverse e in periodi diversi: una colta, di età tardo-gotica; ed una popolare, cronologicamente successiva. Fondamentali per le due scoperte storiche riferite da Sequenzia nel suo studio sono stati, oltre alle fonti passate al vaglio, anche i “Riveli di Beni e Anime” del 1636 e del 1748 pubblicati dalla storica Francesca Fausta Gallo e dalla ricercatrice Patrizia Tidona, entrambi valenti ed apprezzate studiose floridiane. La casa e lo stemma, oggi poco valorizzati, alla luce della ricerca di Sequenzia rivestono un valore storico importantissimo.


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