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Granata: “Giù le mani dall’INDA”

inda fondazione
L’On. Fabio Granata, già deputato regionale  ed  ex assessore regionale ai beni culturali  interviene sulla vicenda dell’INDA dichiarando:  “Sembra che la vita dell’Inda debba   essere permanentemente caratterizzata da confusione e polemiche ,nonostante la solidità del progetto teatrale e culturale che  in questi ultimi anni e’andato avanti,nonostante dinamiche continue di delegittimazione “interessata” Gioacchino Lanza Tomasi sembrava l’uomo giusto al posto giusto:ha gestito la Soprintendenza con rigore e lungimiranza ma con l’ultimo Cda si trattava,anche per lui,di una impresa impossibile. Bisogna avere memoria storica e  conoscenza diretta degli avvenimenti degli ultimi 15 anni,spesso raccontati in modo immaginifico da personaggi mossi da forme patologiche di ipertrofia dell’io,spesso strumentalizzati dalle piccole cricche locali, spalleggiate da alcune testate giornalistiche. E allora raccontiamola per grande sintesi questa storia:dopo gli abissi di illegalità diffusa che ,alle soglie del nuovo Secolo,sembravano caratterizzare la gloriosa storia dell’Istituto,demolendone l’immagine e la tradizione che affondava le sue radici nel lontano 1914 quando un gruppo di “visionari”aveva sposato la pazza idea di far rivivere la tragedia greca nel prestigioso scenario del più antico teatro in pietra dell’antichità,riuscimmo a reagire con decisione e successo a dinamiche che rischiarono davvero allora di far scendere definitivamente  i titoli di coda sull’Istituto. Infatti a partire dall’estate del  2000 riuscii ad attivare – aggiunge Granata -,appena nominato assessore regionale ai beni culturali e quindi forte di una competenza esclusiva sul Teatro e,concorrente con il Ministero,sull’Istituto ,una lenta ma implacabile rivoluzione:trasparenza assoluta sui servizi,annualità della stagione,utilizzazione sapiente dei fondi comunitari per rilanciare l’immagine e promuovere la stagione nei principali eventi di promozione di turismo culturale(dalle Bit di Milano e Berlino,alla Fiera del Libro di Torino e Francoforte,alla Fiera del turismo archeologico di Pompei alla Fiera del restauro di Ferrara)collaborazioni prestigiose,un cda all’altezza della grande tradizione,un rapporto fecondo con altre Istituzioni teatrali e culturali,il restauro della sede cittadina e la Istituzione di quello che doveva/dovrebbe essere il Museo dell’Inda oltre a un grande rilancio della Scuola e della rivista Dioniso. Inoltre,dopo oltre 50 anni,portammo avanti il recupero del Teatro Comunale in Ortigia,Teatro che aspetta solo di essere aperto e gestito . In particolare attraverso  la mia decisione storica di rendere annuale la stagione,riuscimmo a far crescere,anche attraverso una  nuova immagine di pulizia e competenza,il numero di spettatori stagionali,portandolo nel giro di qualche anno alla  stratosferica media attuale di 120/ 130000 biglietti staccati ,un numero straordinario e inusitato per una stagione teatrale dalla durata di neanche due mesi. Regie prestigiose,da Peter Stein a Luca Ronconi,protagonisti di assoluto valore,maestranze affiatate  in questi ultimi anni hanno fatto il resto. L’attuale situazione – continua – nasce da responsabilità precise  del Governo della Regione che,dando credito a “filtri interessati” di alcuni nostalgici dei vecchi meccanismi,ha per due anni bloccato l’erogazione dei contributi regionali , sollecitando inoltre l’avvio di procedimenti amministrativi e penali già destinati a finire in un nulla di fatto poiché fondati sul nulla,così come i primi pronunciamenti dei giudici di merito stanno via via confermando . La nomina di Gioacchino Lanza Tomasi ha comunque reso possibile una continuità del progetto teatrale e  con il patrimonio di credibilità accumulato a iniziare dal 2000. L’Inda e’ora  una delle poche Fondazioni quasi autosufficiente economicamente attraverso gli incassi. Purtroppo la litigiosità permanente all’interno dell’ultimo cda ha offerto la sponda per l’ennesimo commissariamento quando con un buon senso,inutilmente invocato da Gioacchino Lanza Tommasi,si poteva tranquillamente trovare un metodo per andare avanti. Purtroppo hanno prevalso egocentrismi smisurati,incompetenza diffusa e campagne di stampa “interessate”con  il risultato di nuovo discredito sull’Inda. Le inchieste giudiziarie attuali mi sembrano fondate sul nulla,la Fondazione da un punto di vista finanziario e’solidissima,il progetto teatrale (nonostante i tanti interessati uccelli del malaugurio)va avanti con grande successo di pubblico e critica. A questo punto servirebbe “semplicemente”(si fa per dire)la nomina di un cda all’altezza della storia dell’Inda e non un nuovo concentrato di “casi umani”. E che si torni a pretendere rispetto per le maestranze,i funzionari,gli attori e i registi che in questi anni sono riusciti a rilanciare la più importante storia al mondo di Teatro Classico:la nostra Inda”.

 


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