Cultura

I bangioisti più famosi

Chi sono i musicisti che hanno reso grande il banjo? Vi proponiamo una sintesi che pesca dal passato per arrivare ai giorni nostri.

Cosa sappiamo sul banjo? Che è uno strumento dalla strana forma che chissà perché sembra un incrocio tra un tamburo e una chitarra o forse un basso? Che lo abbiamo visto spesso suonare in film o cartoni animati dai bifolchi? Beh la faccenda è più seria di una caricatura cinematografica. In realtà il banjo ha profonde radici culturali e una gran dignità come strumento, tanto è vero che in Oklahoma esiste persino un museo che raccoglie molti rari e preziosi esemplari di banjo: l’American Banjo Museum.

Ma non siamo qui per parlarvi del museo bensì di una serie di musicisti che si sono messi in luce per le loro abilità compositive e tecniche e chissà che ciò non sia l’occasione di cogliere dei consigli d’acquisto per qualche album di banjo, ma lungi da noi fare una lista di chi suona meglio o di chi ha le migliori canzoni. Vi proporremo quelli che a “furor di popolo” sono gli esponenti di spicco di questo strumento, ma lasceremo giudicare soltanto alle vostre orecchie, dunque l’elenco che segue è in ordine sparso.

  • Earl Scruggs

Classe 1924, nato a Nashville, culla della musica country, Earl Scruggs è stato un musicista e compositore talmente influente che si parla di Scruggs Style. E se mamma e papà lo chiamavano semplicemente Earl, per la stampa specializzata era “The King Of Banjo”. Iniziò a suonare fin da bambino, il suo nome circolava negli ambienti già negli anni ‘30, tuttavia la sua consacrazione arrivò nel 1946 quando si unì ai Blue Grass Boys di Bill Monroe. Restò nella band circa 2 anni per poi formare i Lester Flatt, Earl Scruggs and the Foggy Mountain Boys insieme a Lester Flatt, chitarrista dei Blue Grass Boys. Dopo 20 anni la collaborazione con Lester Flatt s’interruppe e nacque la Earl Scruggs Revue band della quale facevano parte i figli Gary e Randy.

  • Béla Fleck

Un innovatore e virtuoso dello strumento è certamente Béla Fleck che si è formato come musicista alla High School of Music and Arts di New York, città dove è nato nel 1958. C’è da dire che non c’era un corso di banjo presso l’istituto dunque Fleck dovette approfondire lo studio dello strumento per altre vie. New York è una città che vanta una grande e prestigiosa scena musicale e questo gli ha dato modo di venire in contatto con grandi musicisti come Stanley Clarke ma soprattutto Chick Corea. Tante le collaborazioni ma è assolutamente da segnalare la formazione della band Béla Fleck and the Flecktones nel 1988. Con la sua band Fleck ha composto una serie di album, a cominciare dall’omonimo debutto del 1990, sfornati a cadenza regolare almeno fino al 2011 e spaziando tra generi quali Bluegrass, Jazz e Fusion.

  • J.D. Crowe

Dal Kentucky, terra di ottimo bourbon ed evidentemente anche di buona musica, arriva J.D. Crowe, nato a Lexington nel 1937. Crowe iniziò a fare le cose sul serio quando verso la metà degli anni ‘50 si unì alla band Jimmy Martin’s Sunny Mountain Boys. Verso la seconda metà degli anni ‘60 Crowe mise in piedi i Kentucky Mountain Boys, band che principalmente calcò i palcoscenici di Lexington. Nel ‘71 Crowe cambiò nome alla band in The New South che saranno riconosciuti dalla critica come uno dei gruppi bluegrass più influenti.

  • Noam Pikelny

Per dimostrarvi che il banjo non è roba da vecchietti o comunque di gente nata prima degli anni ‘50 vi presentiamo, da Chicago, Illinois, Noam Pikelny, classe 1981. Pikelny fondamentalmente si divide tra la sua carriera solista è quella con la band Punch Brothers, segnaliamo comunque una parentesi con il progetto Leftover Salmon tra il 2003 e 2004. Noam ha iniziato a suonare il banjo all’età di 8 anni per poi approfondire la conoscenza dello strumento e della teoria musicale presso la Chicago’s Old Town School of Folk Music. Pikelny nel corso della sua carriera ha ottenuto diversi riconoscimenti importanti come il premio Steve Martin nel 2010 e la nomina a miglior bangista all’International Bluegrass Music Awards nel 2014 e nel 2017.


In alto