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Il nucleo carabinieri tutela del lavoro ha scoperto 17 lavoratori in nero

carabinieri ison

SIRACUSA- Scoperti 17 lavoratori in nero, un’attività imprenditoriale sospesa e 160 mila euro di sanzioni amministrative. Trovati due clandestini e 4 denunciati a piede libero. Questo è il risultato di una operazione svolta negli ultimi dieci giorni dai carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Siracusa su impulso del dirigente della D.T.L., Marcello Burti, d’intesa con il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Siracusa, Col. Perdichizzi. L’attività è stata svolta al fine di monitorare il fenomeno delle imprese fuori regola sul territorio ed evitare che la minor presenza di controlli possa favorire fenomeni di sfruttamento lavorativo, sono state intensificate le attività ispettive anche nei settori commerciali gestiti dall’imprenditoria straniera. Le ispezioni si sono svolte su tre esercizi commerciali differenti: in un primo veniva scoperto un lavoratore in nero su 8; in un secondo venivano scoperti 14 lavoratori in nero su 18 occupati, per cui scattava la sospensione dell’attività imprenditoriale. Il titolare ha dovuto pagare subito 1950€ per riavviare l’esercizio e nei prossimi giorni dovrà pagare una maxi sanzione di 4000€ per ogni singolo lavoratore trovato in nero, oltre alla regolarizzazione degli stessi e ai pagamenti dei contributi previdenziali. Tre stranieri di etnia cinese venivano trovati senza permesso di soggiorno; in un terzo esercizio venivano scoperti 2 lavoratori in nero su 3. Nel corso delle operazioni sono emerse criticità relative alla legge sugli stranieri e tre cittadini cinesi nel secondo negozio, sono risultati occupati senza permesso di soggiorno e per due di questi, clandestini privi di documenti, già destinatari di precedenti provvedimenti di espulsione sono scattate le procedure di allontanamento. Sono stati condotti prima al comando provinciale dei Carabinieri per le necessarie operazioni di identificazione e successivamente in Questura per le conseguenti formalità, nonchè il deferimento all’Autorità Giudiziaria per l’inosservanza dei provvedimenti di espulsione emessi dai prefetti di Palermo e Ragusa. Per quanto riguarda l’imprenditoria cinese, si è constatato che non occupano più solamente connazionali ma anche dipendenti italiani, anche se nella quasi totalità con rapporti di lavoro part-time, ritenuti incompatibili coi turni di apertura degli esercizi commerciali. Sono quindi stati individuati un certo numero di rapporti di lavoro irregolari per i quali sono in corso verifiche per scoprire l’elusione contributiva all’INPS: infatti i contributi dovuti al lavoro part-time sopno versati in proporzione all’orario settimanale dichiarato e, comunque in misura di molto minore rispetto a quelli di un rapporto di lavoro a tempo pieno parziale dovrà lavorare molti anni in più e comunque potrà maturare una pensione molto più bassa. In conseguenza delle irregolarità riscontrate, alle aziende sono state contestate sanzioni amministrative per circa 160 mila euro e verranno inoltrate le conseguenti comunicazioni agli enti preposti alla vigilanza degli appalti, riscossione delle assicurazioni sociali e contributiva, nonchè inviate segnalazioni alla Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza per le violazioni fiscali e tributarie.

Salvatore Pappalardo


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