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Iniziato al Santuario il convegno cappucciniano

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SIRACUSA – La dimensione del governo, il rapporto con l’obbedienza e nella Bibbia e l’omaggio a Padre Innocenzo da Caltagirone. Questi i punti cardine del convegno dal titolo “Governo fraterno. La novità di Francesco d’Assisi nella società delle relazioni liquide” che ha preso il via oggi pomeriggio nella sala congressi del “Santuario delle Lacrime” di Siracusa.
Ad aprire i lavori di presentazione del convegno fr. Gaetano La Speme, Ministro Provinciale di Siracusa che ha ricordato come “il tema del governo è stato molto caro a Francesco d’Assisi” “Tra le sue lettere – ha detto – molte furono indirizzate a chi, al suo tempo, governava”.
“Autorità e obbedienza” è stato il tema della relazione curata da P. luigi Gaetani, OCD, Ministro Provinciale, Presidente CISM. “L’umano esige un costante rapporto tra autorità e obbedienza per potere vivere. Questa dimensione vale nella società civile, nella chiesa e nella famiglia”, ha affermato P. Luigi Gaetani. “Quando l’uomo apprende la volontà di Dio allora si predispone all’ascolto. Ed è con la frequentazione della Parola che si apre il rapporto tra autorità e obbedienza”. “Per obbedire a Dio bisogna obbedire all’uomo di Dio. È necessario uscire dall’autoreferenzialità e dall’autosufficienza che rende goffi e ridicoli, infelici e malinconici perché abitati dalla solitudine. Decisiva – ha concluso – in questo rapporto è la scoperta dell’amore”.
È toccato poi al Prof. Nisi Candido, Direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose  che è intervenuto su “Il governare nella Bibbia”. “Governare significa esprimere il dominio sia in pace che in guerra, determinare la sorte di se e degli altri”, ha relazionato. “Nella Bibbia – ha continuato – questa azione assume numerose declinazioni quali educare, curare, comandare in casa e tra i militari e viene espressa con un lessico articolato e complesso”. “L’uomo è posto di fronte ad un bivio perché possa decidere per il bene. Più volte – ancora il prof. Candido – l’istituzione del governo è tollerata, più che voluta. Quindi, chi governa sia custode e pastore soprattutto per la difesa delle vittime e sia capace di riconoscere i propri limiti tramite l’ironia con intelligenza ed efficacia”.
La figura del capo come “colui che viene scelto dagli altri e capace di risolvere i problemi” è invece il punto chiave dell’intervento su “Dimensione antropologica del governare” attorno alla quale ha discusso il sociologo Prof. Francesco Alberoni. “Il capo deve occuparsi di risvegliare il carisma originario che a volte si spegne, come nell’amore: niente resta, le cose sono tali perché rinascono, si rinnovano”, ha argomentato Alberoni.
La prima sessione, moderata dal Prof. Maurizio Aliotta, si è infine conclusa con uno “Studio sulle lettere circolari di P. innocenza Marcinò da Caltagirone” con il Prof. Salvatore Vacca, OFM Capp., vice preside della Facoltà Teologica di Palermo. “Le lettere circolari contenevano ordini, consigli, esortazioni, ammonizioni” – ha spiegato -. Tra i cappuccini si diffusero nel XIX secolo. Scopo era tenere legati all’ordine dei frati e rinnovare l’osservanza delle Regola e si diffusero soprattutto anche dopo la soppressione degli ordini religiosi con l’obiettivo di accendere animi e creare spirito unitario”. Il Prof. Vacca ha poi letto i contenuti delle epistole di una delle due lettere di P. Innocenzo da Caltagirone in cui il venerabile esorta, tra gli altri inviti, a pregare per l’esercito cristiano che combatteva contro i turchi.
I lavori del convegno riprenderanno domani mattina alle 9:30 con S.E. Mons. Nunzio Galantino che discuterà su “Il Governo della Chiesa”. Seguiranno le relazioni si “Prospettiva giuridica del governare” e “Il Governo nella Vita Consacrata”, rispettivamente curate dal Prof. Paolo Gherri (Pontificia Università Lateranense di Roma) e da S.E. Card. Gelasio De Paolis (Presidente Emerito della Prefettura Affari Economici della Santa Sede).

 


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