Cultura

Lentini, parole e pensieri ai tempi del Coronavirus. La toccante lettera aperta di una docente

LENTINI – Sono giorni in cui i cittadini devono osservare l’isolamento domiciliare imposto dal Dpcm “Io resto a casa”. Riceviamo e pubblichiamo volentieri qui di seguito un invito alla introspezione e alla speranza, una lettera aperta di una docente lentinese di lingue e letteratura straniera, “Lettera all’Umanità” la definisce, dal titolo “La primavera del coronavirus“. L’autrice è Katia Cava, conosciuta nel territorio non solo nella veste di professoressa ma anche per aver pubblicato poesie, articoli di letteratura, arte e fotografia, e per aver promosso diversi eventi culturali.

Cara Umanità, come stai?
So che in questo momento stai soffrendo per tanti motivi, stai attraversando un periodo oscuro, fatto di proibizioni, sacrifici, rinunce, attese, tempi lunghi, silenzi, distanze, assenze, solitudini, isolamenti, tristezze, pianti, sofferenze, oscurità e ombre…
I tuoi figli sono sottoposti ad una dura prova, e proprio adesso, nei momenti più difficili, scoprirai se questa lezione sarà servita a migliorarli.
Chissà se tutti loro stanno capendo che è questo il momento in cui dimostrare chi è veramente coraggioso, intelligente, forte e sensibile. Questo è il momento in cui i tuoi figli dimostrano il loro vero amore reciproco, la solidarietà a costo della vita, è questo il momento in cui tanti angeli sono in giro a difendere l’Amore che sta all’origine del tuo cuore.
Adesso, tutti i tuoi figli sono chiamati a dare prova dell’Amore a distanza, delle carezze mancate, dei baci degli innamorati soffiati da lontano… a un metro di distanza, dei sorrisi silenziosi e speranzosi mentre si sta in fila… a un metro di distanza.
Come può stare una madre che ha appena dato alla luce il suo bimbo… stargli a un metro di distanza? Come può una figlia negare un caldo abbraccio ai suoi teneri genitori ottantenni, come può l’uomo non nutrirsi dell’arte, della musica, del teatro, dello sport, delle risate insieme, dei canti di gruppo, degli abbracci dopo una vittoria, di una vista mare abbracciato ad un amico? Ma… si può urlare da lontano…” Ti Voglio bene “, si può cantare con la voce alta rivolta verso il cielo, dove… lì qualcuno avrà piacere di sentire i tuoi figli.
Alla maggior parte di loro, adesso, è stato detto di rimanere a casa…come se qualcosa o qualcuno avesse costretto loro a fermarsi, a dare una frenata, a bloccarsi, a cambiare direzione rispetto a quella che stavano prendendo, forse perché era sbagliata? E allora… FERMARSI significherà…: ché strano… ho il tempo di riflettere sulla mia vita, sugli errori, sulle cose sbagliate, su quelle da sistemare, quelle che dovrò fare e quelle che ho sempre rimandato… ché strano… posso godermi le piante del mio terrazzo, posso fare esercizio fisico, posso sentire il canto degli uccelli nella città vuota, posso godermi l’aria pulita, posso godermi di più i miei figli e avere più tempo per ascoltarli, o più tempo per dir loro “ti voglio bene”, perché magari non ho mai avuto il tempo di dirglielo…
Ché strano… ho il tempo di leggere, di scrivere, di dipingere, di disegnare, di cantare, di ballare, …ché bello… posso lavorare a casa… ché strano… ho il tempo di sognare!
Allora… cara Umanità… concedi ai tuoi figli la pazienza di aspettare, di dire “IO STO A CASA”, di capire che godersi la casa adesso, non vuol dire Libertà tarpata, non vuol dire perdita di Tempo, non vuol dire “sto sempre nello stesso Spazio”, non vuol dire negare ai tuoi figli quello che sanno fare meglio: toccare un volto di un’amica triste, accarezzare un bimbo in lacrime, sollevare una persona che cade a terra, abbracciare un amico che non vedi da tanto tempo, sfiorare con le labbra le guance di tuo fratello, non vuol dire non dare il benvenuto ai tuoi amici più cari o non stringere la mano ad un nuovo amico… Ma vuol dire… capirsi con lo sguardo, allungare il palmo della mano per farlo incontrare nell’immaginario con quello dell’altro che sta …ad un metro di distanza…
Non è tutto questo… È SOLO PAZIENZA, E PAZIENZA E SAPERE ASPETTARE VUOL DIRE AMORE…
In questo momento di sole primaverile… si sta sovrapponendo l’ombra di una nuvola, che come tutte le nuvole, sarà passeggera… il vento la porterà via… e allora i tuoi figli ritorneranno più saggi, più maturi e più sapienti, perché avranno capito l’importanza della vita, dei veri valori, delle cose veramente importanti, degli affetti, dell’amore della famiglia, dell’altruismo, della solidarietà… avranno capito quanto sia preziosa la Libertà, il Tempo e lo Spazio che viviamo nelle nostre vite.
Cara Umanità, come ogni crisi, anche questa rappresenterà un punto d’arrivo, per crearne un altro di Rinascita, per ricominciare più forti e consapevoli di prima, ci si risolleverà a testa alta e con le braccia più forti… e le mani più pulite…).
Spero che i tuoi figli capiscano la lezione di vita, spero che con la consapevolezza acquisita in questo periodo, siano tutti bravi e solidali per una Ripresa più forte su tutti i fronti.
La nuvola passerà e gli uomini saranno pronti ad abbracciarsi di nuovo, si baceranno di nuovo, comunicheranno nella maniera migliore che sanno fare… sorridere, guardarsi negli occhi a dieci centimetri di distanza, origliarsi i segreti all’orecchio, tornare fra i banchi di scuola, rassicurare con una carezza lo studente più insicuro e stringersi la mano in segno di pace e di ripresa per TE… per tutta l’ Umanità.
I tuoi figli organizzeranno una “Grande Festa dell’Abbraccio” e non diranno più “Insieme ce la faremo”, ma diranno…: “INSIEME CE L’ABBIAMO FATTA”.

Katia Cava, “La Profesora”


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