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Melilli, l’8 marzo pacifista e gialloblù voluto dalle donne. Sindaco: “Disponibili ad accoglienza ucraini”

MELILLI – L’immagine proiettata sulla facciata del Comune è quella di un cuore gialloblù spezzato in due, simbolo della sofferenza che sta vivendo in questi giorni il popolo ucraino. Sopra, la scritta “Stop war” e, accanto, la bandiera della pace issata da un funzionario pubblico. È stato il momento clou della manifestazione che si è tenuta oggi pomeriggio a Melilli per invocare il ritorno alla normalità in una nazione che da quasi due settimane è dilaniata dalla guerra.

Ad organizzare l’appuntamento, le “Donne di Melilli”, comitato spontaneo sorto proprio in questa occasione grazie ad un tam tam sui social partito sabato sera “mentre molte di noi – ricorda una delle organizzatrici – eravamo in pizzeria con le nostre famiglie ma con il pensiero sempre rivolto a quello che sta succedendo in Ucraina”. Da lì, il coinvolgimento delle comunità ecclesiali e infine quello dell’amministrazione comunale, che ha fornito il suo benestare allo svolgimento della manifestazione.

Il corteo partito da piazza San Sebastiano, con in testa il sindaco Peppe Carta, è stato molto partecipato. Ad accompagnarlo tante bandiere della pace. I manifestanti si sono subito fermati nella vicina piazza Crescimanno, dove i bambini hanno letto le poesie preparate in questi giorni, con l’aiuto delle loro insegnanti, contro il conflitto che sta insanguinando l’Ucraina. “In ogni paese – recitava uno dei brani in versi – la pace vogliamo per la nostra terra che tanto amiamo; vogliamo un mondo che apra le braccia senza nessuno che ci minaccia. Portiamo la pace in tutto il mondo, stringendoci in un bel girotondo. Diciamo a tutte le persone della terra, vogliamo la pace e non la guerra”. E poi ancora: “Un grande no alla guerra, un grande sì all’amore per essere tutti di buon umore!”.

Il primo cittadino ha ringraziato “tutti coloro i quali hanno ideato la manifestazione, riempiendo oggi questo luogo per invocare la pace. La data scelta non è stata casuale, perché l’8 marzo è la giornata internazionale delle donne. Ed è importante manifestare oggi la solidarietà delle donne e in generale di tutta la comunità melillese verso le donne e i bambini ucraini, costretti a fuggire dalla guerra. Condanniamo tutte le azioni messe in atto da uno Stato che sta dimostrando poca umanità e tanta cattiveria. Stiamo adottando atti amministrativi utili – ha concluso Carta – per finanziare ogni forma di tutela dei bambini e delle donne ucraine e siamo disponibili ad accogliere le famiglie in difficoltà in questa città”.

“Melilli ha un cuore grande – ha aggiunto un’altra organizzatrice – e ha bisogno di manifestare con tutte le proprie forze il ripudio della guerra. Non è possibile che nel nuovo millennio accadano cose simili a quelle che si stanno verificando in Ucraina e che stanno portando dolore e morte. Diciamo basta alla guerra e speriamo che torni presto la pace”.

Presenti padre Giuseppe Blandino della parrocchia di San Sebastiano, gli altri sacerdoti di Melilli, che hanno partecipato alla veglia di preghiera che si è tenuta in chiesa Madre subito dopo la fine della manifestazione esterna.


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