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Melilli, lunghe file per la spesa. Il sindaco suggerisce Città Giardino. Fabio La Ferla “vede” altre soluzioni

MELILLI – Due soli supermercati e rischio assembramento. A Melilli è sempre più difficile fare la spesa. Numerose le segnalazioni di cittadini costretti a lunghe file per acquistare i beni di prima necessità. E’ il motivo per il quale il sindaco Giuseppe Carta ha chiesto alla Regione di autorizzare i suoi concittadini a spostarsi a Città Giardino. Per raggiungere la frazione, occorrerebbe passare da Priolo e le norme attuali non consentono di recarsi da un Comune all’altro. Un problema di non facile soluzione per una cittadina di 12.000 abitanti. Palermo non si è ancora espressa ma sembra difficile che possa dare l’ok. Per nulla d’accordo invece Fabio La Ferla, presidente dell’Organizzazione Siciliana ambientale, che esorta l’Amministrazione comunale a individuare altre soluzioni come quella di concordare un protocollo d’intesa  con le grandi aziende della distribuzione alimentare per convincerle ad investire di più su Melilli, aprendo altri punti vendita. e contestualmente calmiendo i prezzi che, per quanto riguarda alcuni prodotti, sarebbero aumentati.

“Ho saputo – dice La Ferla – che ci sono  alcune esercizi commerciali che si sarebbero visti costretti ad incrementare i prezzi per rientrare dei costi di gestione che sarebbero aumentati. Invito pertanto il Comune ad intervenire, redigendo un protocollo d’intesa per fronteggiare il problema”. Per quanto riguarda le lunghe fila, per La Ferla l’ostacolo non si può aggirare chiedendo ai cittadini di recarsi a Città Giardino. “Sarebbe una soluzione sbagliata ad un problema reale perché si inviterebbe la gente a spostarsi da casa in un periodo in cui invece bisogna limitare al massimo gli spostamenti. Per ridurre l’affluenza nei supermercati- suggerisce La Ferla- si potrebbe pensare per esempio anche ad un patto d’intesa che veda i grossisti portare gli alimenti nelle case di tutti i melillesi”.

Da qui l’invito a fare squadra in un periodo in cui occorre mettere da parte le differenze politiche. “Utilizzare le competenze del territorio – conclude La Ferla – potrebbe essere una soluzione sostenibile, avvalendosi di esperti dei vari settori. In questi momenti necessita fare aggregazione, accantonando i rancori personali e le divergenze di colore politico per il bene della collettività”.


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