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Migranti e Covid in Sicilia, Musumeci chiude hotspot e centri accoglienza. Fonti Viminale: “Competenza è statale”

PALERMO – “La Sicilia non può continuare a subire questa invasione di migranti. Tra poche ore sarà sul mio tavolo l’ordinanza con cui dispongo lo sgombero di tutti gli hotspot e dei centri di accoglienza esistenti. Si attivi un ponte-aereo immediatamente e si liberi la Sicilia da queste vergognose strutture, iniziando da Lampedusa”. Così, ieri sera, il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci (nella foto di repertorio), alla luce del numero di migranti positivi al Covid-19 sbarcati in Sicilia, annunciava il provvedimento destinato ad aprire un braccio di ferro col governo nazionale.

Nella notte è stata firmata l’ordinanza dal governatore, la numero 33 del 22 agosto. “Entro le 24 di domani tutti i migranti presenti negli hotspot e in ogni centro di accoglienza della Sicilia dovranno essere improrogabilmente trasferiti in strutture fuori dall’isola”. La misura è stata presa, come spiega l’ordinanza all’articolo 1, perché “allo stato non è possibile garantire la permanenza nell’Isola nel rispetto delle misure sanitarie di prevenzione del contagio”. “La Regione siciliana, mediante le Asp territorialmente competenti – si legge ancora nell’ordinanza – mette a disposizione delle autorità nazionali il personale necessario ai controlli sanitari per consentire il trasferimento dei migranti in sicurezza”.

Inoltre, la stessa ordinanza prescrive il “divieto di ingresso, transito e sosta nel territorio della Regione siciliana da parte di ogni migrante che raggiunga le coste siciliane con imbarcazioni di piccole e grandi dimensioni, comprese quelle delle Ong”.

Una primissima reazione del governo centrale viene riportata da Repubblica.it, attribuendola a “fonti Viminale“. “La posizione del Governo è che la materia è di competenza statale”. Sarebbe questa la replica del ministero dell’Interno all’ordinanza di chiusura degli hotspot siciliani firmata dal presidente della Regione. A cui si aggiungono altri due virgolettati: “L’ordinanza di Musumeci – precisano le fonti del ministero guidato da Luciana Lamorgese – non ha alcun valore”. “Nessuna polemica, Sicilia sotto pressione”.

Intanto continuano a sbarcare i migranti. Ieri 167 migranti tunisini (su 273 saliti a bordo a Lampedusa) risultati negativi ai tamponi sono sbarcati al porto di Augusta dalla nave-quarantena “Aurelia”, gestita dal ministero dell’Interno, a cui il sindaco di Trapani aveva imposto il divieto di sbarco. I migranti sono stati trasferiti al di fuori della provincia aretusea, a bordo di mezzi predisposti dalla Prefettura di Siracusa.

Stamani, due barchini di migranti sono stati agganciati, a partire dall’alba, nelle acque antistanti a Lampedusa, dove sono sbarcati in 28, anche questi ultimi tunisini, portati all’hotspot sull’isola. Da venerdì ad oggi sono stati complessivamente, su disposizione della Prefettura di Agrigento, 337 i migranti trasferiti da Lampedusa. Mentre sull’isola restano poco meno di 1.200 migranti: circa mille nell’hotspot e poco meno di 200 alla Casa della fraternità, locali della parrocchia.


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