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Noto, chiusura Pronto soccorso, Razza chiede verifiche su assenze. Medici in pensione per riattivazione, convergenza Bonfanti-Asp

NOTO – Alla decisione dell’Asp di chiudere in via “immediata e provvisoria” il Pronto soccorso dell’ospedale di Noto per “gravi criticità di organico”, spostando l’attività al Pronto soccorso del nosocomio di Avola, è seguita, oltre alla contestuale trasmissione da parte della stessa Azienda dei relativi atti alla Procura in via cautelativa, la richiesta da parte dell’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, di “approfondimenti” sulla contemporanea assenza di alcuni dirigenti medici.

“Sono in costante contatto con i vertici dell’Asp di Siracusa – afferma in un comunicato l’assessore regionale – per trovare in tempi molto rapidi una soluzione ai disagi relativi al Pronto soccorso dell’Ospedale di Noto. Stiamo immaginando di procedere al reclutamento di professionisti in pensione per sopperire al disagio. Al tempo stesso – aggiunge – ho chiesto ogni approfondimento utile sulla improvvisa assenza di alcuni medici che sarebbe causata da problemi di salute. Ho la sensazione, ma spero di sbagliare, che siano stati compiuti reati. Se fosse così, sarebbe una vergogna”.

È intervenuto al riguardo anche il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, attraverso una nota congiunta con l’Asp e condivisa dal direttore generale Salvatore Lucio Ficarra.

“L’interesse comune a non sfornire la zona Sud dei suoi due presidi di Pronto soccorso – si legge – ha impegnato in queste ultime ore tutte le istituzioni competenti, con in testa l’assessore Razza. Si provvede, nelle more delle indagini che il caso impone, ad attivare al più presto il Pronto soccorso di Noto, acquisendo le disponibilità di medici in pensione che abbiano le caratteristiche richieste per ricoprire il ruolo. L’attività della locale Asp, con un continuo confronto tra il sindaco Bonfanti e il manager Ficarra, avallato dall’assessore Razza, è la risposta immediata delle Istituzioni ad una imprevista è imprevedibile emergenza. Quando si fa squadra, mettendo al centro il paziente, si ottengono risultati oltre ogni più rosea aspettativa”.

(Nella foto di repertorio: manifestazione cittadina del 12 aprile scorso dinanzi all’ospedale “Trigona” di Noto)


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