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Noto, il weekend di Codex è con Eugenio Barba, illustre regista del teatro contemporaneo

NOTO – Penultimo fine settimana di spettacoli per Codex, la rassegna di teatro, musica, danza e formazione culturale, in corso a Noto dal 21 agosto. E per l’occasione nella capitale del Barocco farà tappa una delle più significative figure del teatro contemporaneo italiano e non solo, Eugenio Barba. Per un duplice appuntamento: il primo con uno spettacolo teatrale, il secondo con una vera e propria dimostrazione dell’arte del grande regista teatrale di origini brindisine ma formatosi nei Paesi scandinavi.

Lo straordinario weekend di Codex prenderà il via sabato 9 ottobre alle 20,45, al teatro “Tina Di Lorenzo” di Noto, con lo spettacolo “Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa” con Lorenzo Gleijeses, la regia e la drammaturgia firmata da Eugenio Barba, Lorenzo Gleijeses e Julia Varley e le musiche originali e le partiture luminose di Mirto Baliani.

Nella sinossi dell’opera si legge che “Gregorio Samsa è convinto che attraverso una ripetizione ossessiva della sua coreografia sia possibile arrivare a un altro livello di precisione tecnica e di qualità interpretative. Di contro, il suo perfezionismo lo catapulta in un limbo in cui si erodono i confini tra reale e immaginario, lavoro e spazio intimo, tra finzione e vita quotidiana. Si scontrano, allora, le esigenze del mondo esterno e le sue profonde necessità personali. Samsa ripete le sue sequenze coreografiche, come un novello Sisifo, per una pulsione psicopatologica? Oppure è semplicemente mosso dal desiderio di approfondire al massimo i risultati del suo lavoro e dal sogno utopico di superare i limiti imposti dalla sua natura umana? I movimenti che Gregorio prova senza posa sono frutto di un impegno professionale e di un lavoro di concezione minuzioso tale da acquisire una ponderatezza e un equilibrio che le azioni della sua vita reale non possiedono. Gregorio è come un ragno che non può evitare di tessere la propria tela. La sua ricerca artistica, che mira alla libertà doppia la sua stessa vita, acquisisce una ricchezza labirintica che sarà squarciata dalla volontà di inseguire se stesso”. Gli oggetti coreografici sono di Michele Di Stefano, la produzione è del Teatro Biondo di Palermo, “Gitiesse artisti riuniti”, “Nordisk Teater Laboratorium”.

Eugenio Barba sarà ancora più centrale nell’appuntamento di domenica 10 ottobre alle ore 18, sempre al teatro “Tina di Lorenzo” di Noto, con una dimostrazione-spettacolo che lo vedrà “guidare” Lorenzo Gleijeses. “Il teatro e la danza – scrive Eugenio Barba – sono forme artistiche che sfruttano in modo diverso la presenza umana in scena. La storia degli spettacoli mostra che la tecnica dei danzatori e degli attori ha coinciso in molti periodi. Nelle forme tradizionali dei teatri asiatici la preparazione dell’attore comprendeva anche quella del danzatore e del cantante e, spesso, dello scrittore. Lo stesso è accaduto nelle prime compagnie professionali europee. È nel corso del XVII secolo che in Europa avviene la separazione tra attore e danzatore le cui tecniche e specializzazioni espressive provocheranno la distanza che si può notare oggi. Ma se le forme espressive dell’attore e del danzatore oggi sono diverse, i principi tecnici sono simili. Usando i criteri dell’antropologia teatrale, la dimostrazione individuerà questo nucleo di principi comuni esemplificandoli con una serie di dimostrazioni di Lorenzo Gleijeses”. A questo appuntamento unico parteciperanno anche gli allievi dell’Accademia d’arte del dramma antico, accompagnati da Antonio Calbi, sovrintendente della Fondazione Inda, e gli studenti del corso di laurea in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo (Dams) dell’Università di Messina, guidati dal coordinatore Dario Tomasello.

“Gli appuntamenti di sabato e domenica prossimi – commenta il direttore artistico di Codex, Salvatore Tringali – dimostrano l’elevato livello raggiunto della manifestazione che è riuscita a ospitare i più prestigiosi protagonisti del mondo artistico italiano ed europeo e a coinvolgere la parte culturale più viva del territorio non solo netino, come dimostra la presenza, il prossimo weekend, di due autorevoli realtà come la Fondazione Inda e l’Ateneo di Messina”.


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