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Noto. L’ Amministrazione comunale ribadisce il No alle trivellazioni

Cettina raudinoIl “No alle trivellazioni off-shore nel Canale di Sicilia, è stato ribadito per conto dell’amministrazione comunale di Noto, a Licata, al Raimbow Warrior- Greenpeace da Cettina Raudino, assessora  alla cultura ed al patrimonio Unesco. Il convegno tenutosi lo scorso 10 ottobre, è stato realizzato con il patrocinio dell’Anci Sicilia. Non nuova la posizione di netta contrarietà  ad ogni forma di trivellazione nel territorio dell’intero “Val di Noto”.

Il  sindaco Corrado Bonfanti sin dall’inizio della sua sindacatura, è stato fra i primi aderenti alla campagna organizzata da Greenpeace contro le trivellazioni nel canale di Sicilia e favorevole alla tutela della biodiversità del mar Mediterraneo. Il comune di Noto è stato fra i firmatari di una  richiesta al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, affinché fermasse le perforazioni e facesse  approvare, anche di concerto con gli altri paesi rivieraschi, provvedimenti efficaci per la tutela dell’ecosistema del Canale di Sicilia, a partire dall’istituzione di una Zona Ecologica Protetta, Zep,  sul modello di quanto già fatto per il mar Ligure e il mar Tirreno.

A distanza di quattro anni in cui sembrava che la battaglia fosse stata vinta e si progredisse verso  un modello di sviluppo, “il modello Noto”,  che, seppur a fatica e con tanto lavoro ancora da fare, consente già di poter dire che si può vivere di turismo e cultura e non di petrolio e cemento, qualcuno starebbe tentando di cambiare le carte in tavolo. “Senza alcun tentennamento – ha affermato con forza la Raudino – abbiamo  deliberato contro l’istanza della Schlumberger Italiana spa e con altrettanta fermezza protestiamo contro il decreto cosiddetto Sblocca Italia  che ci toglie ogni voce ed ogni autonomia nel determinare le strategie di sviluppo a casa nostra. Sappiamo che vi sono alcuni deputati parlamentari che hanno  intenzione di proporre un emendamento all’art.38 anche a fronte della palese incostituzionalità, essendo questo in evidente contrasto con l’art. 117 comma 3 della Costituzione italiana che ripartisce fra Stato e Regione la legislazione in materia di produzione, trasporto e distribuzione di energia.

A questi parlamentari, all’onorevole Amoddio in particolare di cui conosciamo la grande sensibilità in materia ambientale, chiediamo di opporre resistenza non solo all’art. 38 ma all’intero impianto del decreto che ci riporta ad una visione dell’Italia postbellica anacronistica e specchio di un governo accentratore che contraddice quanto fin ad ora ci ha fatto credere. Apprezziamo pertanto l’azione di coordinamento svolta da Anci Sicilia, qui rappresentata dal suo vicepresidente Paolo Amenta e proponiamo di fare a Noto il 3 novembre il prossimo incontro”. – Roberto Nastasi


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