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Noto, l’istituto “Raeli” conquista due premi a Roma

NOTO – Una valigia e tre storie di donne da raccontare. Così l’istituto “Matteo Raeli” di Noto ha conquistato ben due premi, a livello nazionale, con l’attività del Kamishibai e con la narrazione di storie di donne.

Stamattina, al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca a Roma, un gruppo di docenti e di studenti dell’istituto netino, insieme al dirigente scolastico Concetto Veneziano, sono stati premiati per le attività svolte durante l’anno scolastico. Nell’ambito del concorso nazionale “Sulle vie della parità”, hanno conquistato un premio speciale per la categoria “Interclasse” e un premio per la categoria “Narrativa”. Con il primo, è stata riconosciuta la capacità di coinvolgere ragazzi appartenenti a classi e indirizzi di studio differenti con l’attività di Kamishibai; con il secondo riconoscimento, invece, è stata apprezzata la narrazione di storie di donne a cui sono state intitolate piante nell’ambito del progetto “Un giardino dei giusti e delle giuste in ogni scuola”.

Il teatro in valigia, o Kamishibai, è una forma di rappresentazione nata durante il XII secolo nei templi buddisti in Giappone. Tornata in voga tra il 1920 e il 1950, questa tecnica di narrazione è stata utilizzata per raccontare la storia di tre figure femminili di origini netine. Il progetto, la cui referente è la docente Vera Parisi, ha voluto restituire un volto e una storia a tre donne dimenticate: l’antropologa Teresa Schemmari, l’operaia di camicette bianche Gaetana Midolo e la docente di Fisica Marianna Ciccone. Tre donne che hanno segnato la storia, ma che sono state dimenticate.

Riconoscere i meriti di queste donne e ricordarle è lo scopo dell’Istituto Matteo Raeli: “Il progetto si propone di rendere visibili le donne – ci ha raccontato la docente Fatale, presente a Roma durante la premiazione – che hanno dato un contributo alla storia locale e nazionale, donne che nei libri di storia non puoi trovare. L’obiettivo è riportare alla luce il lavoro che hanno fatto e il ruolo che hanno avuto per dare loro visibilità. Dobbiamo recuperare e tramandare la memoria”.

Hanno preso parte alla premiazione anche i ragazzi, e tra questi la studentessa Chiara Di Martino e lo studente Davide Sgandurra hanno raccontato la loro esperienza.


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