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Noto. Stato dei giardini pubblici: criticità per la città barocca

palazzo_ducezioDecoro urbano sempre più a rischio. “Se il sindaco Bonfanti conosce perfettamente lo stato di degrado dei giardini pubblici, come va sostenendo sulla stampa, invece di rintuzzare le osservazioni, peraltro legittime del consigliere comunale di opposizione Salvo Veneziano, perché non interviene ponendovi rimedio una volta per tutte?”.

Questa è la domanda da un milione di dollari che i cittadini stanchi di tante polemiche pongono al primo cittadino.

Che l’ imbarbarimento della villa comunale rappresenti un grave vulnus all’immagine della città barocca con tutte le bancarelle degli ambulanti montate dove capita prima,  è palese così come è evidente che i lunghi viali alberati dei giardini sono il suo biglietto da visita. I turisti, infatti, una volta scesi dai pullman, devono gioco forza attraversarli a piedi fino alla Porta reale per immettersi nel corso Vittorio Emanuele.

La sera la situazione peggiora ulteriormente in quanto gli scheletri dei banchi, realizzati con materiali di ogni genere, che la mattina grazie alla mercanzia in  qualche modo si camuffano, restano nel bel mezzo dei viali,  distaccati dall’aiuola di oltre un metro, conferendo al luogo un aspetto desolante. Insomma sarebbe come se la famosa Piazza delle erbe, a Verona, la mattina stracolma di commercianti, la sera restasse tale e quale, invece di trasformarsi nella magnifica piazza frequentata da famiglie e giovani, senza ombra di banchetti.

Le polemiche nei riguardi dell’amministrazione in merito alle criticità riscontrate ai giardini pubblici, lungi dall’esaurirsi traggono infine nuova linfa dai modi verbali usati dal primo cittadino.  Sarebbero troppi, per i cultori del bell’idioma, i verbi coniugati al futuro ( gli abusivi saranno sistemati in altra sede; il progetto sarà realizzato dopo l’approvazione del bilancio…) e al passato ( il degrado c’era da prima…) assente invece il vagheggiato “ presente” ( Lo facciamo subito!). Resta ad ogni modo il fatto, incomprensibile come gli ambulanti si siano potuti appropriare giorno dopo giorno di uno spazio, senza il benché minimo rispetto delle regole e soprattutto come sia potuto accadere, alla luce del sole. Cetty Amenta


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