Cronaca

Operazione “Aretusa”, arrestato a Solarino latitante sfuggito alla cattura

SIRACUSA – Nella serata di ieri, 25 maggio, la squadra mobile di Siracusa dato esecuzione su delega della procura distrettuale della Repubblica di Catania – Direzione distrettuale antimafia all’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa lo scorso 18 aprile dal Gip del Tribunale di Catania, nei confronti del siracusano Gianfranco Urso, classe 1971.

Urso si era sottratto alla cattura lo scorso 20 aprile, allorquando venne data esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 15 persone facenti parte di tre sodalizi criminali operanti a Siracusa, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

Dichiarato latitante con decreto emesso lo scorso 11 maggio dal Gip presso il Tribunale di Catania, è stato individuato nella serata di ieri in contrada Carrubbazza, in territorio di Solarino. Il latitante si trovava a bordo di un’autovettura condotta da Giuseppe Lombardi, anch’egli tratto in arresto per il reato di favoreggiamento personale, in contrada Carrubbazza, quando è stato intercettato e fermato da personale della squadra mobile.

Urso è destinatario di ordinanza di custodia cautelare emessa nell’ambito dell’operazione denominata “Aretusa” per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso. La complessa attività investigativa infatti ha disvelato la perdurante operatività del sodalizio mafioso denominato “Bottaro-Attanasio”, storicamente operante nel capoluogo aretuseo e che controlla una rilevante parte del traffico organizzato di stupefacenti effettuato nelle diverse zone della città.

Le indagini avevano documentato anche lo svolgimento di un vero e proprio summit (guarda il video, ndr), organizzato da Luigi Cavarra e dallo stesso Gianfranco Urso, con esponenti di vertice dei principali gruppi di spaccio della città, volto alla definizione di talune problematiche sorte in merito alla gestione del traffico di stupefacenti, da cui sarebbero scaturite anche vere proprie aggressioni fisiche attuate ai danni dei soggetti che non si attenevano alle disposizioni stabilite dai vertici del citato con la mafioso. In particolare, secondo gli investigatori, una delle tre organizzazioni individuate nel corso delle indagini farebbe riferimento proprio a Urso.

(foto di repertorio)


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