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Priolo, Isab Lukoil, sindacati chimici: interrotto dialogo con azienda

SIRACUSA – “Le relazioni industriali e sindacali in Isab Lukoil presentano, allo stato attuale, inconfutabili elementi di criticità e per tali evidenze le segreterie Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil di Siracusa ritengono opportuno cessare qualunque tipo di rapporto di dialogo con l’azienda”. Questo l’incipit del comunicato stampa del sindacato unitario chimici che annuncia l’interruzione dei rapporti con l’azienda proprietaria dello stabilimento nel polo petrolchimico di Priolo Gargallo (nella foto di repertorio).

“Gli elementi appena esposti – prosegue il comunicato – fanno riferimento ad uno stile manageriale che tende sia a disdegnare il confronto con le organizzazioni sindacali che a mantenere in stallo questioni datate di dubbia e definitiva soluzione contribuendo in tal modo a suscitare un “clima aziendale” particolarmente ostile in tutto l’ambiente lavorativo. Quest’ultimo risulta altresì gravato sia dall’esasperazione di logiche competitive che da situazioni di marginalità nonché da forme di controllo esasperate”.

“Alla luce di tali osservazioni ed in seguito alla mancata volontà di Isab Lukoil di manifestare un’apertura al dialogo con le rispettive organizzazioni sindacali si ritiene opportuno – dichiarano congiuntamente i segretari provinciali Fiorenzo Amato della Filctem Cgil, Carmelo Pittò della Femca Cisl e Sebastiano Accolla della Uiltec Uil – prediligere la tutela della comunità dipendente da una condotta considerata inopportuna circa talune scelte aziendali, inosservanti, che rischiano di ricadere in comportamenti del tutto inadempienti in virtù di atti e/o documenti, giuridicamente concordati con specifici Enti preposti, e riportati nel Piano di Emergenza Interno di Raffineria. Oltremodo riteniamo lesiva e priva di ogni forma di sicurezza nei riguardi del personale dipendente convenire ad un’eventuale proposta aziendale, emanata da determinati profili dirigenziali posti in essere dall’organigramma societario, che possa nuocere alla salute della forza lavoro che con operosa dovizia d’intenti e spirito di sacrificio presiede con orgoglio il posto di lavoro, presso il terminale marittimo della baia di Santa Panagia, a cui si sarebbe dovuta decurtare un’unità di personale in maniera incautamente scellerata”.

“Tuttavia – aggiungono i tre segretari – nonostante il particolare momento di ristrettezza economica dovuta a fattori estrinsecamente invalidanti, un grande gruppo industriale come Isab Lukoil dovrebbe adottare una riflessione più a lungo termine mettendo in campo tutta la capacità progettuale di cui si dispone e ci si aspetta di riscontrare. Ad Isab Lukoil spetterebbe il compito di essere foriera e promotrice di idee, catalizzatrice di potenzialità da sviluppare, organizzatrice di una domanda “dal basso” che si possa strutturare lavorando sul territorio di concerto con gli attori locali; tutti elementi, questi, che collidono con una logica aziendale forzata di smaltimento ferie e monte ore a recupero a scapito della forza lavoro, ritenuta essere elemento predominante per la continuità lavorativa di una complessa organizzazione aziendale in costante prestazione come le raffinerie di Isab Lukoil”.

“Serve pertanto avviare un serrato confronto con i massimi livelli istituzionali – concludono – per dare risposte coerenti con gli impegni intrapresi da lungo corso evitando, in tal modo, di generare irrequietezza tra il personale sociale operante in Isab Lukoil. Le scriventi organizzazioni sindacali si riservano di attuare tutte le possibili azioni di tutela previste dalla normativa sindacale al fine di salvaguardare l’interesse dei lavoratori e con l’intento di fare chiarezza circa le reali intenzioni, strategicamente celate, del colosso russo che con tale condotta di depauperamento psicologico contribuisce a rendere disordinato ed incerto il futuro della raffinazione in Sicilia”.


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