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Siracusa, buoni spesa, piattaforma web presa d’assalto. Un migliaio le domande

SIRACUSA – Le interminabili code al centro “Pane quotidiano” di Milano sono diventate virali. A Siracusa, il bisogno di cibo e la richiesta di assistenza alimentare non sono da meno, anzi. La piattaforma online tramite la quale è possibile ricevere i buoni spesa è stata presa d’assalto. Le domande arrivate in pochi giorni sono oltre 1.000 ma di queste una buona parte verrà respinta. Non perché chi le ha presentate non abbia diritto al sostegno, ma per errori commessi nella compilazione online del form. La piattaforma web del Comune di Siracusa per richiedere assistenza alimentare (e in genere per i beni di prima necessità come quelli per l’igiene personale o della casa) è attiva da venerdì scorso. Inserendo correttamente tutti i dati richiesti e apponendo firma in calce all’autocertificazione, si potrà ottenere il voucher messo a disposizione dal Governo per le fasce  più deboli della popolazione.

A Siracusa però i problemi non mancano. E riguardano soprattutto un procedimento telematico non semplice da portare a termine per i meno giovani. Tanti poi coloro i quali non posseggono pc o tablet. Per loro si sono già messe a disposizione molte associazioni no profit. Oltre alla Caritas Diocesana, ci si può rivolgere anche al Ross della Protezione Civile, al comitato attivisti siracusani (che ha tre sedi e collabora con la parrocchia di San Paolo) e all’Udicon (Unione difesa consumatori). Nel sito del Comune è comunque stato inserito l’elenco delle associazioni. Basterà contattarle telefonicamente per fissare un appuntamento e farsi aiutare gratuitamente nella compilazione del form.

“Chi si è visto respingere la domanda – spiega l’assessore alle politiche sociali Maura Fontana – dovrà ripresentarla  inserendo un altro codice fiscale per poi effettuare l’unificazione di tutti i documenti in un solo file. Gli uffici stanno lavorando affinché i primi voucher, attraverso apposito codice che arriverà per mail o sms, siano messi a disposizione dalla prossima settimana e dunque prima delle feste natalizie”. Per gli esercizi commerciali che intendano aderire all’iniziativa (e dunque ricevere dai clienti i buoni spesa), il procedimento è simile. Dovranno dimostrare di essere in regola con il Durc. Per questo primo ciclo, entreranno nel circuito economico circa 1.600.000 euro con tetto massimo per ogni famiglia di 500 euro, a seconda dei componenti del nucleo familiare. Da febbraio saranno disponibili anche i buoni spesa regionali.

(Foto generica)


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